1. Tarocchi e sogni.


    Data: 30/09/2017, Categorie: Sentimentali Autore: Tibet, Fonte: EroticiRacconti

    Sono solo stasera. Solo. Gioco. Con la mente e con le carte. Gioco con il destino. Il destino è un giocatore smaliziato ma in fondo onesto. Anche se non c'è da fidarsi del suo sorriso accattivante né dei suoi occhi limpidi come l'acqua. Naturalmente non ha pietà. MAI. Non può averne. E' il suo essere. Mi accorgo che non sono cambiato da quando facevo qualcosa di simile da bambino. Allora volavo con la fantasia e mi ponevo una serie infinita di quesiti. Ora? Sono solo cresciuto. Sono adulto e ho vissuto male. Ma ho conservato nel mio intimo quella parte di me. Proprio minima. Un piccolo angolo di candore. Nonostante tutto. L'angolo in questione è un giardino. Fiorito. Lussureggiante. Luminoso. Incantato. Mio. Mi ci rifugio a volte, quando riesco a ritrovarlo. Lo gioco stasera. Mi gioco quella parte della mia vita. Se perderò cederò il mio giardino segreto e non avrò più niente. Se vincerò? E' stabilito che la posta sei tu. Se vincerò... ti avrò. Mia. Pienamente. Fra i tanti mazzi di tarocchi scelgo le Minchiate Fiorentine. Conoscete le Minchiate Fiorentine? Questi trionfi o tarocchi fiorentini sono stati chiamati Minchiate probabilmente a causa della derivazione un po' pesante della parola. Derivano dai tarocchi tradizionali ma nel 1600 circa a Firenze hanno preso piede come gioco. Inteso anche come gioco nel senso di follie e oziosità infantili e quindi da non prendere sul serio. Invece il gioco delle carte è un tiranno se vi lasciate prendere. Vi divora. Divora intelletto ...
    ... e fisico. E fortune intere. Si sa di giocatori anche alcune figure storiche alquanto note che hanno perso castelli e proprietà, altri... più cinici e viziosi si giocavano le mogli. Forse il mio inconscio le sceglie proprio per questo? Le regole sono complicate. Non sono a conoscenza che sia ancora in uso come gioco. Non credo. Io le uso come tarocchi anche se gli arcani maggiori sono 40 a differenza dei 22 tradizionali. Sono numerati fino al 35 e poi altri cinque senza numero e comprendono i segni zodiacali. Il gioco che faccio con il destino è invece molto semplice. Lui prende il mazzo e lo mescola. Prende circa metà del mazzo lo capovolge e lo rimescola. Rifà l'operazione per venti volte. E' la regola. Poi ne dispone otto sul tavolo fra noi. Affiancate. Poste da sinistra a destra. E attende il mio quesito. Poi legge lui le carte, le scopre una ad una... lentamente, curando di girarle da sinistra a destra. E' pronto, fai il quesito... dice. Parto deciso. Alla fine è questo che mi interessa. Chiedo... -L'avrò mai? Corpo e mente? Lei tutta? Completamente? Senza doverla dividere? Ogni suo attimo? Ogni suo respiro?- Lui gira le carte. La temperanza-capovolto. La ruota -diritta. Il diavolo-capovolto. Poi... Il 29° arcano... il Sagittario - capovolto. L'appeso-capovolto. La stella-capovolta. Il carro-diritta. Il giudizio-capovolta. Va bene, lo sapevo che non potevo averti. Non completamente. Non solo mia. Era ovvio che fosse così. Sono solo un sognatore. Avanti... andiamo avanti. ...
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