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Club Dorè
Data: 17/05/2019, Categorie: Dominazione / BDSM Autore: Vanj B.
... che inizia a raccontare le notizie della giornata con tono calmo e pacato. Mya appoggia i gomiti sul parapetto, e lascia che la malinconia ed i ricordi s’impadroniscano di lei. Solo due anni fa, era una donna felicemente sposata, con un marito che occupava uno dei posti più ambiti della città, con una casa tra le più desiderate e, quasi si vergogna a pensarlo, con tre persone che lavoravano per lei con un contratto di appartenenza. Ricorda l’ultima volta che lo vide; quel mattino le diede il solito bacio di fretta e uscì di casa, poi, dopo qualche ora, quegli uomini che l’avvisarono del suo arresto. Due settimane dopo dovette lasciare la casa, perché fu condannato; le dissero che aveva causato un danno d’immagine ed economico alla compagnia, e sequestrarono tutti i loro beni. Due mesi dopo, ebbe la notizia dell’incidente sul lavoro, così si ritrovò improvvisamente vedova. Il dolore maggiore, però, è il pensiero di Lyzza. Sua figlia dovette interrompere gli studi; si trasferirono in un locale in affitto nella città secondaria e, lei iniziò a lavorare per poter mantenere entrambe. Un giorno, Lyzza le fece conoscere Rosalyn, la sua amica del cuore, e dopo qualche tempo andò a vivere da lei. Mya attiva il teear e cerca di rintracciarla… Lyzza rispondimi… Lyzza…., ma non ha nessun contatto. Ha sempre sospettato che sua figlia fosse lesbica, non parlava quasi mai di ragazzi nonostante avesse l’età giusta per farlo, e notava quella strana luce dei suoi occhi quando le parlava di ...
... Rosalyn, tipica di una persona innamorata. Ora vado a letto, pensa, la fame mi è passata; tra due giorni devo pagare l’affitto di questo locale altrimenti la chiave elettronica non aprirà la serratura e, domani sarà un’altra giornata di lavoro. Mya lavora per dieci ore al giorno nell’appartamento-studio di Ivette Countrou, una donna scultrice che sta tentando d’imporsi nel mercato dell’arte, e si occupa di tutti i lavori domestici. Guardando fuori dalle finestre, si vede il grande “Colosseum”, lo stadio dove tutti i mesi si svolgono le partite di Rollerball, Si racconta che fu costruito sopra i resti di un altro stadio analogo eretto dagli antichi e, quando Mya lo guarda, ricorda gli anni felici in cui suo marito le portava. Ivette è molto cruda e autoritaria con lei, forse perché conosce il suo passato e lo stato sociale in cui viveva, cosa a cui lei non potrà mai arrivare. Ha già tentato diverse volte di convincerla a firmare un contratto d’appartenenza, ma si è sempre rifiutata, anche se non sarebbe una grande differenza rispetto ad ora, sa che non resisterebbe a vivere in quella casa tutto il giorno. Ivette passa la maggior parte della giornata seduta al terminal olografico cercando di piazzare le sue opere nei vari musei del mondo nel tentativo di venderle ad un buon prezzo; oggi però, viene contattata da un suo vecchio amico gay e critico d’arte e, casualmente, Mya sente la conversazione.. Ciao tesoro come stai.?. Ciao Vincent.., bene e tu.?. Si.. si.., ti ho chiamata ...