1. Sogno o son desto, un autobus in mezzo al traffico parte 3


    Data: 19/06/2019, Categorie: Etero Autore: fabrizio

    ... fine i colleghi del 118, come la cavalleria nei film western più banali, sono arrivati a passo di carica appena in tempo e tutto si è risolto, con un eufemismo, per il meglio; comunque nessuno ci ha rimesso le penne, e vista la composizione della squadra di primo soccorso, è stato veramente un inaspettato successo. Poco per volta il traffico ritorna al suo consueto caos, il capannello di curiosi si disperde alla ricerca di nuove tragedie a cui assistere e alla fine rimaniamo soli: io, lercia e lacera da far schifo, con una scarpa sotto il braccio e l’altra finita chissà dove, e il bel dormiente, a torso nudo e con i pantaloni squarciati trattenuti con la mano. Onestamente devo dire che alla prova dei fatti si è dimostrato più sveglio di quanto pensassi; per lo meno più sveglio di me, che a suo tempo, alla prima vista del sangue, andai lunga stesa. E poi, a petto nudo, non è affatto male. Lo invito a casa mia, che è giusto qua dietro, un po’ per darsi una ripulita, che sembriamo due reduci della grande guerra, e un po’ perché, quando si danza assieme sul limite, è poi faticoso sciogliere all’improvviso quell’abbraccio. Le vecchiette postulanti hanno il buon gusto di non farsi vedere, e nell’abitazione Poldo, capita l’antifona, dopo un breve strusciamento e un timido miagolio, si ritira sdegnosamente; ci serviamo un abbondante caffè corretto, poi lo accompagno in bagno consegnandogli degli asciugamani puliti e una mia tuta di quando, qualche anno fa, pesavo il doppio; non ...
    ... sarà il massimo della virilità ma è sempre meglio di quegli abiti da Jack the ripper. Si fa una lunga doccia, ed esce rinfrancato, con i capelli umidi e la faccia un po’ più rilassata; ci prendiamo una seconda dose di caffé alla sambuca, poi lo lascio sul divano a riposarsi e a riprendersi da quella mattinata demenziale. L’acqua scorre bollente sul mio corpo, allontanando sangue, sudore e stanchezza; lo scarico di adrenalina e l’immagine del suo bozzo gonfio fra le gambe sollecitano il ritorno prepotente di quella voglia; così, in maniera speranzosa, anziché una rapida doccia mi lavo con cura con un docciaschiuma speziato, già che ci sono mi faccio pure lo shampoo e infine do’ anche una rapida passata di rasoio sulle gambe, tanto i tagli si confondono con i graffi. Torno in salotto giusto per sentire il suo curioso verso mentre risucchia la saliva; allento un poco il nodo dell’accappatoio, e lo scrollo delicatamente riportandolo alla realtà. Una volta ancora mi chiedo se sto sognando o son desto; mi sveglio di soprassalto e lei è in accappatoio in piedi davanti a me; dopo la mattinata passata assieme, quella che avevo inteso come altezzosità ora mi appare la fierezza di donna matura che sa cosa va fatto e sa di saperlo fare bene; che sa essere al tempo stesso dolce e decisa, paziente e impetuosa; che sa distinguere ciò che vale la pena di essere vissuto fino all’ultimo istante da ciò che serve solo a illuderci di mascherare la nostra impotenza di fronte alla vita. Gli occhi mi ...