1. Arianna


    Data: 23/07/2019, Categorie: Feticismo Autore: beast, Fonte: EroticiRacconti

    ... incestuosa era intrigante, farlo a casa non mi interessava. Non era lui ad attrarmi, era la cantina! Quando al tempo del liceo limonai per la prima volta, non lo feci al cinema o su una panchina come la maggior parte delle mie compagne di classe, io e il mio ragazzo ci imboscammo nei sotterranei della scuola, erano bui, erano sporchi, erano polverosi, in una parola eccitanti, Giovanni, così si chiamava quel ragazzino, non seppe mai che ad eccitarmi così non era lui, che tra l’altro era pure imbranato, ma l’oscurità, l’odore di muffa e il senso di fare una cosa proibita. Anche la perdita della verginità è legata ad un luogo insolito e misterioso, e tutto sommato anche un po’ squallido. Passavo le mie estati con la famiglia a Loano, in Liguria, e lì feci l’amore per la prima volta con un ragazzo. Lo avevo conosciuto da poco e mi piaceva un casino, aveva un fascino particolare, un po’ dark, di carattere assai introverso, non aveva nemmeno un pelo lungo quel corpo magro e segaligno, il volto pallido, lunghi capelli neri che gli coprivano gli occhi, uno sguardo ambiguo. Lo facemmo in spiaggia sotto un romantico cielo stellato? Ovviamente no. Una sera al tramonto lo portai in collina, attraverso un sentiero che saliva su, su, ben oltre le famose serre della Liguria. Arrivammo a un vecchio bunker della seconda guerra mondiale, era ovviamente abbandonato da decenni, una grezza struttura di cemento armato con una minuscola porta e sottili feritoie orizzontali che affacciavano sul ...
    ... mare. Dentro era buio e fresco, qualcuno lo aveva già usato prima di noi perché per terra era pieno di fazzolettini e preservativi usati. Che schifo, direte voi. Per me invece era un posto eccitante da morire, ci ero già entrata da sola un paio di volte e subito ero stata assalita dalla libidine. Non vedevo l’ora di portarci il mio nuovo ragazzo. Lui era assai perplesso, ma la promessa implicita di avermi fece sparire ogni dubbio. Ci baciammo con passione, gli tirai giù i calzoncini, glielo presi in bocca e cominciai a succhiarlo tremendamente eccitata. Lo feci sedere su quel lurido pavimento, la schiena appoggiata al freddo muro di cemento, mi spogliai completamente e gli salii sopra a cavalcioni. Ero io a condurre il gioco, presi il suo pene, magro e lungo e me lo infilai dentro. Ero così bagnata che non sentii quasi nessun dolore durante la deflorazione. Fu così che persi la mia verginità, e alla fine aggiungemmo i nostri fazzolettini sporchi di sperma e di sangue alle decine che già tappezzavano quel lurido pavimento di cemento. Diventai adulta ma la mia bizzarra passione non cambiò, girovagavo da sola per i boschi della collina di Torino, c’erano dei posti affascinanti, dove i guardoni si nascondevano per spiare le coppiette che si imboscavano in macchina per scopare. Eano delle specie di capanni fatti di frasche e vecchi teli luridi, un pomeriggio mentre ero lì che stavo esplorando uno di questi strani rifugi per depravati arrivò il guardone che lo aveva realizzato, lo ...