1. Aghi


    Data: 28/10/2017, Categorie: pulp, Autore: valchiria96

    I buchi sulla pelle, lo sguardo perso nel vuoto, gli occhi socchiusi e le pupille più sottili di uno spillo. Chiunque è capace di chiedere “ma perché hai iniziato?”, che domanda idiota; potrei rispondere con motivazioni altrettanto inutili e prive di significato, come curiosità, depressione, voglia di trasgredire o di evadere. Una vale l’altra, per me nessuna ha una vero significato. Qualcuno sostiene che è solo un vizio; stronzate! Altri ritengono di essere in grado di controllarsi molto bene; tutti lo dicevamo ma non conosco nessuno che abbia continuato a crederci a lungo. “Non odi tutto questo? Il silenzio che ci circonda, questo cesso schifoso” “Diamine se lo odio, non ne posso più di vendere il culo ogni notte; e questo ago del cazzo non aiuta di certo. Non tira maledizione! Fanculo, deve essersi otturato, vedi un po’ te se riesci a sturarlo.” “Fai un po’ vedere. Uhm, passami il succo di limone, in genere funziona sempre.” Eppure quel viale, alla sera, sembra anche un posto accogliente; una strada illuminata, l’erba sempre tagliata, aiuole immacolate e siepi folte. E invece, invece è il mercato di noi tossici di strada; nessuna distinzione di genere, uomini e donne; tutti lì a tirar su moneta per un’altra dose. C’è chi si limita ad usare la bocca, chi solo le mani, altri invece, pur di accaparrarsi una fetta più grande, vende anche il culo. Alle volte conviene, certo, c’è chi paga bene questo è ovvio. C’è chi asseconda ogni singola richiesta dei clienti e ne ho sentite ...
    ... di tutti i colori. “È colpa della merda che usi, devi finirla di procurarti la roba da quelli stronzi alla stazione, la tagliano con qualsiasi cosa capiti loro a tiro” “E i soldi per la roba di qualità me li dai tu vero?” “Senti chi parla, guadagni molto meglio di me eppure, spesso e volentieri, vieni sempre qui ad elemosinare una dose” “Senti, fanculo, ho una vita, io. Non spendo tutto in roba; e poi non ti lamentare se arrivi sempre ad un passo da una crisi prima di bucarti ancora”. “Ah certo! Dovrei seguire il tuo esempio vero? Farmi rompere il culo dal quel turco del cazzo! Come si chiama? Ah si, Erkin.” Erkin, a prima vista un uomo rispettabile, un imprenditore pieno di soldi. A quanto ne so, ha fatto fortuna con un ristorantino proprio dall’altra parte della città. Le apparenze ingannano però; sadico e perverso come nessun altro. Ad Erkin piace frustarti il culo, gode solo così! Certo, è anche molto generoso quando arriva il momento di tirare fuori i soldi ma poi, poi ti scarica in strada come un verme strisciante. “Ma smettila! Ascolta, non è che ti danno una medaglia al valore per tutti i pompini che fai. Ogni notte quanti riesci a succhiarne? Seimilasettecento? Non sei certo migliore di me! Merda, te lo fai sbattere in bocca dal primo che passa; e per cosa poi? Qualche spicciolo! “Sempre meglio che non potersi sedere per una settimana! Diavolo, ti è rimasto anche un solo lembo di pelle attaccato al sedere? Oppure hai fatto il callo?” “Chiudi quella bocca! Dovresti ...
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