1. Cronache di una ventiduenne disadattata. Vol. IV. La montagna.


    Data: 11/09/2019, Categorie: Dominazione / BDSM Autore: Flame, Fonte: EroticiRacconti

    -Giorno 04- Il riflesso della perversione. Neve, tanta neve. Il sole sta calando dietro le montagne; ognuno di noi predilige un momento che sia giorno o notte, ecco a me piace il tramonto. L'attimo in cui il sole lascia il posto alla notte, tanto inquietante ma stupenda. Vedere la palla di fuoco perdersi dietro le montagne innevate è qualcosa di spettacolare, il cielo è terso striato di rosso, dei raggi mi illuminano il viso mentre guardo da dietro il vetro sorseggiando un tè. Chissà se i vicini si sono accorti dei nostri strani comportamenti, chissà se guardando alla finestra notano me con una camicia da uomo, aperta. Noteranno le mie forme? in fin dei conti le loro finestre sono illuminate e la distanza non è notevole. Arriva da dietro, mi sto convincendo in questi giorni che fosse un'ombra, posa le mani sulle mie spalle e mi spinge giù, e io mi ritrovo di punto in bianco a terra, il mio viso a pochi centimetri dalla sua erezione. Non guardo la sua faccia ma percepisco il suo sguardo scavarmi dentro. Sono sempre nuda davanti a lui e non ho paura. Il cuoio mi dona una sensazione di freddo intensa, dei brividi mi scuotono mentre stringe la fibbia del collare. Il clic mi dice che ha agganciato anche il guinzaglio, mi strattonata un paio di volte, perdo l'equilibro. Si sbottona i jeans, li fa scendere e senza riguardo strattona nuovamente mi ritrovo, non so come, il viso premuto sulla sua erezione, il suo odore virile mi inebria il cervello, tiene tirato il guinzaglio in modo  che io non possa muovermi. -Leccami le palle da brava…- imperioso, sicuro e dannatamente sfacciato. Eseguo l'ordine, Lecco la sua virilità, sono gonfie ci passo la lingua le prendo delicatamente in bocca sanno di maschio. Mi mantiene la testa, la preme è a me sembra soffocare. -Voglio fotterti la bocca, questa boccuccia tanto carina…- mi strattona nuovamente e io sono a terra, mi fa rialzare. Mi sento una bambola. Ora la mia bocca è piena di lui, mi sta scopando con affondi profondi che mi procurano dei conati, cerco di trattenerli, ha lasciato il guinzaglio e si mantiene sui miei capelli divisi in due code laterali, così scandisce il suo ritmo. Ho le lacrime agli occhi, un po’ per tutto, mi sento usata, usata come una comune bambola, priva di vita. Annientata dal suo desiderio di godere, tuttavia sono eccitata da morire, ho l'instintivo bisogno di procurarmi piacere, porto una mano sul sesso e inizio a strofinare senza accorgermene, mi bagno la mano affondo le dita nella mia carne. -Non ti ho detto che puoi toccarti. Sei una porca.- Ansima. Si lo sono, lo sono per lui. La sua porca come spesso mi definisce e mi fa sentire. -Basta non voglio venire, e tu non devi!- mi strattona nuovamente e io mi accascio, la mia faccia sfiora il pavimento, respiro pesantemente, chiudo gli occhi e un filo di saliva cola dalle mie labbra. Il suo indice mi sfiora il mento, con delicatezza mi fa alzare il viso e gli occhi incontrano i suoi, è inginocchiato. -Ho una sorpresa per te.- mi sfiora le ...
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