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L'ostaggio (CAP. 8)
Data: 01/11/2017, Categorie: pulp, Autore: Pensionato
... ringraziata per avermi salvata, disse, fammi entrare.” Sara si fece da parte ed Ingrid la abbracciò spingendola verso il muro e cercando la sua bocca; perché no, pensò Sara, in fondo era in debito di una scopata (vedi cap.li precedenti n.d.a.): spinse il bacino verso la mano dell'amica che intanto era scesa lungo il suo corpo alla ricerca del pube, e la sentì insinuarsi nei suoi slip scompigliarle quel ciuffetto di peli, causa di tutti i suoi guai (o fortuna?) e poi scendere in mezzo alle cosce e forzare la sua apertura: Con il fiato grosso si gettarono sul letto e presero a spogliarsi l'un l'altra strappandosi quasi i vestiti ed intanto baciandosi voluttuosamente: sentiva la lingua di Ingrid che le esplorava la bocca, mentre le mani le stringevano i seni: lasciata la bocca la lingua di Ingrid scese lungo il collo ed arrivò al capezzolo destro che cominciò a mordicchiare leggermente, suscitando un piacere indescrivibile in Sara che prese fra le mani la testa dell'amica e la spinse fra le sue cosce. Ingrid la penetrava con la sua lingua mentre con la mano le accarezzava i glutei, poi con la lingua cercò il suo ano ed anche lì si soffermò lungamente: Sara era squassata da orgasmi continui era completamente aperta alle penetrazioni dell'amica che le aveva introdotto nella figa tutta la mano sino al polso mentre dal culo di sporgeva la parte finale di una bottiglia di acqua minerale: Ingrid le si mise a cavalcioni del viso e ...
... come giocando le legò le mani alle sbarre del letto e poi lo stesso fece con le caviglie, poi si alzò contemplando quella specie di “ donna vitruviana”, oscenamente aperta ed indifesa. Con una calza le tappò la bocca e quasi per incanto comparve nella sua mano un pugnale, di fattura araba. Sara fu percorsa da un brivido quando l'amica le d fece scorrere la fredda lama sul suo corpo indifeso egli occhi tradivano la paura che la stava attenagliando; :” Si, cara amica, ti devo punire perché te con la tua venuta hai distrutto quello che era un vero eden sulla terra; tutta colpa del tuo cespuglietto dorato che adesso ti strapperò” così dicendo scese con il coltello verso il pube di Sara, che si divincolava ottenendo solo che i nodi fatti da Ingrid si stringessero ancora di più: passò e ripassò la lama i piatto sul pube e sulle labbra della fica e poi piano piano cominciò ad incidere la pelle nell'interno cosce: Sara sentì un liquido caldo scenderle lungo le cosce: era il suo sangue, ma non sentiva dolore, poi l'incisione proseguì sotto il pube finchè Ingrid alzò con nella mano, quasi uno scalpo, il suo cespuglietto d'oro. A quella vista Sara svenne. Con il suo trofeo Ingrid si rivestì, la baciò e si diresse verso l'uscita della camera. Alla reception si fece chiamare un taxi a cui disse di dirigersi all'aeroporto, avvertì che la sua amica della stanza 425 aveva bisogno di aiuto, e si imbarcò su un volo Emirates airline verso Bagdad.