1. Le mie estati nella cascina dei nonni. 1: premesse


    Data: 16/10/2019, Categorie: Zoofilia Autore: beast, Fonte: EroticiRacconti

    ... tante galline che razzolavano libere per l'aia. Per fortuna le cascine dei dintorni erano abitate anche da animali di grossa taglia. In particolare, nei mie giretti pomeridiani passavo da due o tre cascine lì vicino, da cui potevo andare e venire liberamente senza nessun problema, visto che ero conosciuta fin da bambina. Bastava l'odore della stalla, degli animali e dei loro escrementi perché mi eccitassi e sentissi le farfalle agitarsi nella pancia. Nella cascina più vicina erano stallate una cinquantina di mucche, e soprattutto un magnifico toro, dal pelo lucido e nero come la notte, dotato di un paio di enormi corna bianche e appuntite. Era un animale assai docile e io passavo spesso a trovarlo, accarezzandolo e imboccandolo con dell'erba fresca che raccoglievo lungo il tragitto. Non avevo nessuna paura di lui, e ogni tanto, quando ero assolutamente certa che non ci fosse nessuno in giro, le mie carezze si erano spinte fino a toccargli delicatamente le enormi palle nere. morbide, calde e gommose, grosse come due meloni maturi. Non osavo spingermi oltre, non sapendo bene come avrebbe reagito se avessi osato toccargli il lungo astuccio penico, che finiva al centro della sua pancia con un ricco ciuffo di peli neri, spesso umidi e gocciolanti. Purtroppo non avevo mai assistito alla monta di una delle tante vacche del suo harem, avevo visto nascere due vitellini, ma niente di più. Nella stalla di un altra cascina invece erano presenti una decina di scrofe e ben due verri. Anche ...
    ... i maschi dei maiali sono dotati di palle enormi, ma se devo essere sincera, trovavo le palle del toro assai più eccitanti. La cosa che invece mi eccitava di più di questi animali è il pene, fatto a forma di cavatappi, mi ero sempre chiesta che effetto avrebbe potuto fare farsi penetrare da un attrezzo simile, ma ovviamente non ne avevo la pur minima idea. Parlando di sesso vero e proprio, in realtà gli unici grossi animali che avevo visto scopare erano due cani di una cascina un po' più distante. Un pomeriggio della scorsa estate ero entrata nella loro aia per rendere una cosa che mia nonna si era fatta prestare e avevo beccato la cagna di quei contadini che si faceva montare da un cane mai visto prima. Era stata un'esperienza strana, soprattutto vederli alla fine della copula, stare allacciati culo a culo a causa del grosso noto che si era formato alla base del cazzo del cane e che gli impediva di staccarsi dalla cagna. Mi sembrava assurdo che il pene del maschio potesse girarsi in quel modo e puntare in direzione contraria a come di solito si trovava. E mi ricordo ancora lo schiocco che aveva fatto il pene quando finalmente il maschio era riuscito, non senza una certa fatica a staccarsi da lei. Ero tornata a casa assai eccitata, ero salita nel bagno che si trovava al piano di sopra, di fianco alle camere da letto e mi ero fatta un bel ditalino, immaginando di essere io la cagna che veniva scopata da quel cane infoiato. Ma nemmeno dopo questa esperienza avevo guardato Faust ...