1. Volute abracadabrantesche


    Data: 29/10/2019, Categorie: Prime Esperienze Autore: IoTuaAmante

    ... chiaramente che il movimento di quel gomito è tutto finalizzato al piacere del suo pene. Anzi ormai sono talmente vicino che dallo specchio esso si distingueva in maniera chiara e impudica.
    
    Ora lo fiancheggio ed è evidente la sua eccitazione che spunta turgida dalla base del finestrino. Il suo pugno non lo sta più afferrando piuttosto lo sbatte ripetutamente sul volante e io di quella visione ne godo sempre di più. Cerco il suo sguardo che mi evita ma, rigido e fisso davanti a sé, capisco che è consapevole di avermi come spettatrice. Un colpo di clacson e si volta, rapido sguardo e niente di più. Intanto in quelle poche centinaia di metri le ma cchine alle mie spalle si sono avvicinate e la loro fretta preme affinché mi scansi. Così purtroppo devo superarlo e andare avanti.
    
    Ma non ho intenzione di mollare.
    
    Non appena con la mia macchina sono davanti al muso del suo Iveco partono dagli abbaglianti flash a ripetizione e l'indicatore di direzione destro comincia a pulsare come la mia voglia di afferrarglielo. La successiva piazzola di sosta è davvero prossima e mi ci lancio imprudentemente dentro rischiando di tagliare la strada al veicolo sulla corsia di destra. Ma Iveco procede dritto a velocità sostenuta. Riparto, lo raggiungo e ancora la freccia destra. Freccia destra e, stavolta, colpetti di freno.
    
    Lo affianco di nuovo, il suo cazzo sempre lì e sempre più duro. Lo supero e ancora gli stessi segnali dagli abbaglianti.
    
    Non mi è chiaro ma a pochi chilometri ...
    ... dall'uscita c'è la Erg. Ci proverò vediamo se è questo quello che intende.
    
    Imbocco la corsia di decelerazione e Iveco fa lo stesso. Nel piazzale lo lascio passare, lo lascio guidarmi dove vuole lui.
    
    Va a fermarsi lungo la rete di protezione tra due Tir messi a spina di pesce probabilmente ancora in sosta dopo la notte fuori casa. Ma non c'è posto per la mia macchina. Così mi fermo dietro al suo camioncino, il motore ancora acceso. Nessun cenno, solo il cazzo dallo specchietto retrovisore che continua a essere massaggiato con intensità e una buona dose di porcaggine. Non voglio andarmene, non voglio perdere questa occasione.
    
    Spengo la macchina, scendo e mi avvicino al suo finestrino.
    
    Continua a non guardarmi ma non smette di smanettarselo tirando indietro la pelle fino a deformare la cappella.
    
    Quando allungo la mano per cercare di chiuderla intorno all'asta lui la sposta e alza il bacino come a indicarmi le palle. Capisco che è lì che vuole che lo tocchi e senza esitazioni lo accontento nella sua richiesta non verbale.
    
    Le palle non erano ancora del tutto serrate nella pelle dello scroto, ne potevo sentire il volume e la consistenza mentre i miei occhi puntavano dritti a quel cazzone gonfio al limite dall'esplosione. Quella sega lo faceva godere e mi aspettavo da un momento all'altro che venisse quando sento sussurrare :" strigni senza mòve" voce cavernosa dall'inconfondibile accento romano.
    
    Anche adesso ho seguito le sue indicazioni e in meno di 5 secondi la ...