Il compleanno (valentina)
Data: 31/10/2019,
Categorie:
Sesso di Gruppo
Autore: milissa67
E’ una bellissima giornata di inizio primavera, la temperatura è abbastanza mite, tendente al caldo,
Non ho nulla da fare e decido di andare a fare un giro a Verona.
Mi preparo, indosso un completino intimo molto succinto nero, trasparente, un paio di collant color carne, una gonnella corta di quelle svolazzanti, maglietta bianca aderentissima, stivaletti bassi senza tacco, giubbino e parto.
Inizialmente volevo andarci in macchina, ma poi -considerando che avrei dovuto trovare parcheggio- per non rischiare decisi di prendere il treno.
Verso le 11 ero a Verona e mi sono fatta proprio un bel giro.
Verso le 19 pensai che potesse bastare e così mi avviai verso la stazione dei treni.
Con mia grande incazzatura, appresi che il treno che avrei dovuto prendere per tornare era stato annullato a causa di uno sciopero che, come al solito, non mi ricordavo esserci.
Ad ogni modo, era stato messo a disposizione un mezzo alternativo, un pullman che, tutto sommato, non mi cambiava poi molto.
Salii quindi sul pullman e mi andai a sedere sugli ultimi posti, vicino al finestrino. Sapevo che sarebbe stato abbastanza lungo perchè si sarebbe dovuto fermare in tutte le stazioni intermedie.
Non era molto affollato e, una volta partiti, pensai, “mi faccio un pisolino” così mi sarei rilassata.
Dopo tre /quattro fermate, un uomo sulla cinquantina che avevo notato alla stazione di Verona mentre mi spogliava con gli occhi, si alzò dal posto che occupava e vene a sedersi sul ...
... sedile dov’ero io chiedendomi se fosse libero…
Ovviamente gli risposi di si e lui si accomodò nel sedile centrale.
In più occasioni, notai che non mi toglieva gli occhi di dosso: continuava a scassinare le mie gambe fino alla gonna che, ovviamente, essendo seduta, si era un può alzata.
Mi eccitava essere il suo desiderio proibito e così iniziai a fare la “stronza” sistemandomi il collant fino all’altezza della gonna, talvolta alzandola pure un po’…
Mi accorsi subito che tra le sue gambe cresceva a vista d’occhio il suo attributo ed il suo sguardo era assolutamente attratto dai miei movimenti.
Mi sfilai gli stivaletti e mi girai verso di lui e, facendo anche la figura della persona educata, gli chiesi se gli fosse dispiaciuto che io appoggiassi i piedi sul sedile.
Ovviamente rispose di no e così mi accomodai.
Lui era praticamente fisso a guardare tra le mie gambe ed io, piano piano, lasciai che la gonna cadesse scoprendo sempre di più le gambe e, per darle un piccolo aiuto, piano piano le aprivo sempre di più.
Il collant trasparentissimo sopra il perizoma trasparente , lasciava chiaramente vedere la mia fichetta depilata e, il tipo, non appena riuscì a vederla, non sapevo più cosa fare.
Aspettai ancora qualche minuto, dopodiché spalancai completamente le gambe rompendo ogni indugio.
Fu allora che iniziai a sentire che qualcosa mi sfiorava i piedi in una sorta di impercettibile carezza.
Lo lasciai fare per un po’, poi appoggiai i piedi sulle sue ...