Dedizione
Data: 31/10/2019,
Categorie:
Dominazione / BDSM
Autore: Alba17
Sono qui, come volevi tu. In perfetto orario. Sul tavolo trovo la lettera con le tue indicazioni: nuda, inginocchiata, occhi chiusi da una benda, testa chinata di lato, mani dietro la schiena. Seguo tutto alla lettera per non avere guai. Non mi muovo neanche un po'. Aspetto. Aspetto non so per quanto tempo. Non ho più la cognizione del tempo. Ormai sei tu il mio orologio. Il mio ritmo, il mio piacere. Tutto dipende da te, io dipendo da te. Le gambe indolenzite dalla posizione assunta. Le braccia dietro la schiena come fossero legate. Potrei muoverle, almeno per trovare una postura più comoda o per allentare un po' la tensione, ma non lo faccio. Ho paura. Ho paura che tu venga all'improvviso e, trovandomi non secondo le tue indicazioni, te ne vada. Lo so. Saresti capacissimo di farlo. Lo hai già fatto e io non voglio accada di nuovo. Voglio assaporare a fondo le tue torture passionali per godere come una vacca senza il minimo pudore. Aspetto. Il tempo si è fermato e i tuoi passi non si sentono neanche in lontananza. Aspetto... cerco di non pensare, ma la mia mente non ubbidisce. I dubbi mi assalgono. E se tu fossi venuto e non mi avessi trovata come volevi? E se c'era qualche virgola nella lettera che non ho seguito? E se ci fosse stato qualche post-scriptum in fondo alla lettera o dietro, e io non l'ho visto? Cerco di scacciare i dubbi. Cerco di soffocare la voglia di alzarmi per ricontrollare le indicazioni. E mi concentro. Ma su cosa? Non ho nulla su cui concentrarmi, ...
... nemmeno un ticchettio di un orologio risuona in questa camera spoglia. La porta semiaperta.... Forse mi stai guardando? Stai cercando di mettere alla prova la mia resistenza? Anche questa idea la scaccio via, così come schiaccio me stessa e reprimo i miei desideri per accontentare i tuoi. Ti avrei sentito. Avrei sentito la tua presenza, come un cane avrei sentito il tuo odore. Non può essere, non ci sei. In questa stanza ci sono solo io con i miei muscoli indolenziti e la testa che scoppia dai dubbi dell'ignoto, e dietro quella porta sono solo i miei pensieri che cercano di venire da te, raggiungerti ovunque tu sia, ma tu sei irraggiungibile. Vorrei protestare in qualche modo, o almeno sbuffare, ma i patti sono chiari, erano chiari già dall'inizio: se scegli questa strada, non potrai tornare indietro. Non ci sono né se né ma. Dedizione totale, come una cagna con il suo padrone. Aspetto. L'attesa mi toglie il respiro. Aspetto; il cuore si ribella, i muscoli mi abbandonano. Non ce la faccio. Non posso rilassarmi, non ancora... mi tiro su. E' incredibile la mia forza di volontà, ma dove la trovo tutta questa forza? Me lo chiedo molto spesso ultimamente. Sento dei passi. Oh, Dio, sei qui. La schiena dritta, ginocchia tese, occhi bendati, mani dietro la schiena, testa di lato... sono una statua, la tua statua, e il bello è che non mi hai scolpita tu, sono io ad essermi scolpita a tuo piacimento. Respiro affannoso, battiti accelerati, muscoli ancora più tesi mentre mi tocchi, controlli ...