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Le sorprese di un viaggio di lavoro
Data: 25/11/2019, Categorie: Etero Autore: visroboris
... da mezzo litro accompagnato da crackers e pezzi di formaggio nelle bustine, grazie alla complicità di due hostess con le quali avevo fatto amicizia. Alla fine ero io stesso ad andare in cucina a fare rifornimento, con l’aiuto di Mia, che era particolarmente divertita dalla mia intraprendenza. All’arrivo a Tokyo avemmo l’amara sorpresa che i bagagli nostri e della maggior parte del gruppo erano rimasti a Milano e sarebbero arrivati solo la sera successiva. La Lufthansa ci consegnò un kit di sopravvivenza che conteneva una t-shirt bianca, un rasoio, sapone, spazzolino ed altri oggetti di prima necessità. Era tarda sera, non c’era possibilità di acquistare vestiti o altro, quindi decidemmo di dirigerci all’hotel per dormire qualche ora e rimandare all’indomani i necessari acquisti. Avendo prenotato all’ultimo momento e non avendo trovato una singola alloggiavo con Giulio che in qualità di presidente aveva una suite. La nostra stanza si trovava prima di quella delle ragazze. Aprimmo la porta ed era veramente una piazza d’armi, dotata di ogni confort. Mi balenò subito un’idea, “non abbiamo valigie, ci siamo divertiti tanto fino ad ora, questa stanza è uno spettacolo...pigiama party?!?” Le ragazze sembravano divertite all’idea. Sembrava essere tornati all’adolescenza, sin dal primo momento che avevamo messo piede sull’aereo. All’uscita del bagno le ragazze erano in slip e t-shirt bianca, l’unica cosa simile al pigiama che avevamo, noi le seguimmo a ruota. Poi fu ...
... un crescendo...iniziammo a svuotare il frigobar, a ballare con la musica del mio iPod collegato allo stereo della stanza. Con quelle t-shirt bianche erano veramente sexy, Giulio non aveva occhi che per Laura, io ero come ipnotizzato dalle forme voluttuose di Mia. Eravamo sicuramente euforici, su di giri, la stanchezza non la sentivamo affatto. Fu Mia che rompendo gli indugi mi prese per mano e mi disse che il frigobar era quasi vuoto ed in qualità di cambusiere dovevo seguirla nella loro stanza a fare rifornimento dal loro frigobar. Obbedii prontamente, uscimmo così come eravamo, incuranti di eventuali sguardi nel corridoio dell’albergo. Era tarda ora e non incrociammo nessuno fino alla stanza, entrammo e subito ci sedemmo sulla moquette davanti al frigobar per saccheggiarlo. Bastò che si sfiorassero le mani nel pescare all’interno del frigo, che l’eccitazione balzò alle stelle e ci trovammo avvinghiati in un bacio carico di passione. Non riuscivamo a staccarci, sentivo il suo sapore, la mia lingua esplorava la sua bocca ed la sua era attorcigliata alla mia, in una sorta di danza erotica. Avevo voglia di toccarla, di esplorare il suo corpo, anelavo che lei toccasse il mio. Poi, non so chi dei due fu il primo, ma ci prendemmo le mani, incrociammo le dita quasi per respingerci e trovammo la forza di staccarci l’uno dall’altra. Ci guardammo negli occhi e senza dire una parola ci alzammo e raggiungemmo gli altri due amici. Entrati nella stanza trovammo Giulio e ...