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Le sorprese di un viaggio di lavoro
Data: 25/11/2019, Categorie: Etero Autore: visroboris
... Laura apparentemente addormentati sul letto di Giulio abbracciati, anche in quel momento bastò uno sguardo per comunicarci tutto quello che non poteva esser detto e fatto e ci andammo a sdraiare sul mio letto. Abbassai le luci al minimo e ci mettemmo sotto il piumoncino. Mia era visibilmente imbarazzata, poi avvenne l’imprevedibile. All’improvviso vibrò il suo cellulare, è già in Italia era pieno giorno. Era Monica che voleva sapere come era andato il viaggio. Chiacchierarono come se io non fossi lì, poi sentì Mia che diceva “non siamo ancora saliti in camera, aspetta ora te lo vado a chiamare” e mi fece cenno di fare silenzio e di nuovo disse a voce più alta “Marco vieni c’è Monica che ti vuole parlare” e mi passò il telefono. Io presi il telefono preoccupato di quello che poteva dirmi ed invece lei esordì dicendo “menomale che ci sei tu Marco con lei, altrimenti quella pazza di mia sorella chissà cosa combinerebbe”. Avrebbe dovuto vederci in slip e maglietta nello stesso letto, chissà se l’avrebbe pensata alla stessa maniera. Fatto sta che quella frase mi aveva inspiegabilmente eccitato e Mia se ne accorse subito e cominciò a strusciare il suo culetto sodo contro i miei slip che ormai faticavano a contenere il mio cazzo eccitato. Mi affrettai a salutare Monica, posai il telefono sul comodino e spensi del tutto le luci. Volevo dare una parvenza di intimità in quella suite. Mi girai verso Mia e sempre facendole sentire la mia eccitazione cominciai a carezzarla alla base dei ...
... capelli, passando le dita in quei morbidi capelli biondi poi scesi sulle spalle abbozzando un delicato massaggio. Lei si accoccolava su di me godendosi il tocco delle mie mani e rilassandosi. Poi passai sotto le braccia ed arrivai al seno, prima lateralmente e poi cercai subito l’areola carezzandola dolcemente. Subito spuntarono due capezzoli turgidi e dritti, ne presi uno tra le dita e lo strinsi, lei soffocò un mugolio, era eccitata come e più di me. Cominciò a muovere una mano dietro la sua schiena, cercando a tentoni il mio corpo, trovò l’interno coscia, carezzandolo e dirigendosi più su trovò gli slip ed infilò due dita sotto liberando la cappella che ormai non poteva più essere contenuta. Quando il mio cazzo era ormai fuoriuscito completamente lo afferrò con tutta la mano e lo strattonò, fui io a strozzare un mugolio questa volta. Che caratterino pensai e la cosa mi eccitò ancora di più. Non ce la facevo più, la volevo! Avrei voluto succhiarle i capezzoli, sentire il sapore della sua fica, avrei voluto che la mia lingua giocasse col suo clitoride ed avrei voluto che le sue labbra cingessero in un morbido abbraccio il mio cazzo accogliendolo tutto nella sua calda bocca. Ma quella suite condivisa in quel momento sembrava così piccola... Senza far troppo rumore presi dal cassetto un profilattico e lo indossai. Mi stesi nuovamente sotto il piumoncino e mi avvicinai a lei da dietro, Con le dita scostai lo slip ormai fradicio dei suoi e dei miei umori e lentamente infilai ...