1. Tra laura e vittorio


    Data: 29/11/2019, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: minibisex

    ... sorseggiando qualcosa di buono e quando mi girai verso Laura, lei, con malizia tipicamente femminile, mi guardò le labbra. Non resistetti e avvicinai il mio viso al suo e lei al mio, e ci baciammo. Come il giorno prima, anche questo fu un bacio lunghissimo. Sentivo le sue labbra morbide, la sua lingua di seta, il profumo del liquore nel suo alito e mi sentivo beatamente sereno. Poi, con molta naturalezza, mi fece alzare, mi slacciò la cintura dei pantaloni, il bottone, la patta e lasciò che i pantaloni cadessero a terra. Infilò i pollici ai lati degli slip e li abbassò fino alle caviglie. Mi fece risedere e infilandomi una mano dentro la camicia, all’altezza del petto, mi ribaciò. Pochi secondi dopo, sentii la mano di Vittorio posarsi sulla mia coscia e rimanere ferma. Era evidente che voleva vedere la mia reazione, prima di muoversi, ma non ci fu nessuna reazione da parte mia e questo significò che poteva muoversi liberamente, cosa che in effetti fece. La sua mano lentamente si spostò verso il mio cazzo, lo prese e lo segò. Poi si inginocchiò e lo prese in bocca. Mi piacque, e tanto. Laura se ne accorse, staccò le sue labbra dalle mie e accarezzò delicatamente il capo di Vittorio. Poi Ssi inginocchiò anche lei accanto a suo marito e sentii entrambe le lingue che lambivano il mio membro. Era fantastico. Dopo un po’, Laura si alzò, mise una mano alla base del mio cazzo ...
    ... per tenerlo fermo e poi si sedette sopra di me, fino in fondo. Vittorio le accarezzava delicatamente la schiena. Guardandomi in viso, Laura iniziò a muoversi su e giù con una lentezza esasperante. Il mio uccello dentro la sua fica pulsava come non mai. Afferrai i suoi seni e li strinsi con forza, poi la baciai per l’ennesima volta. Facevo una maledetta fatica a non venire. I suoi movimenti lenti, il suo sguardo malizioso, i suoi piccoli seni, Vittorio che ci guardava, tutto mi impediva di resistere e indurii la mascella per darmi la forza di continuare. Per fortuna, Laura lo capì e si fermò, dandomi il tempo di riprendermi. Mi diede però appena pochi secondi, poi uscì la lingua e sulla punta vi era una stilla di saliva. Ritrasse la lingua e la saliva rimase attaccata sulle sue labbra. E mi guardò. La visione di quel movimento mi scatenò pulsioni incontrollabili. Affondai le mie labbra sulla sua saliva, l’ingoiai come fosse nettare, poi cominciai a scoparla con forza. Avrei voluto squarciarla in due in quel momento. Lei mi afferrò i capelli e tirandoli come se volesse staccarmeli, mi gridò di continuare così.
    
    La mia venuta fu come se l’anima uscisse dal mio corpo.
    
    “Laura”, dissi, dopo aver recuperato un po’ di fiato
    
    “Dimmi”, disse lei col suo delizioso accento rodigino.
    
    “Hai ancora di quel favoloso the di ieri”?
    
    Sorrise, come solo una donna sa fare.
    
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