1. A volte...il destino


    Data: 03/12/2019, Categorie: Etero Autore: Albachiara

    ... mio tacco a spillo me lo impedisce, insieme ad un timore dell'ultimo minuto. E se non gli piaccio così prima impressione? E se lui non piace a me? Ci siamo scambiati qualche foto e lo riconosco seduto ad un tavolino appartato in un angolo del bar che dà sulla strada, gli do una rapida occhiata, poi intimidita cambio direzione allo sguardo. Entro e mi dirigo dritta verso di lui, sono molto alta con quegli stivaletti, sono vestita interamente di lana, leggins e una maglia fasciante. Appena mi vede si alza e mi raggiunge, noto sul suo viso una specie di smorfia delle labbra, mi porge la sua mano e mi bacia sulle guance facendomi irrigidire, poi mi fa accomodare di fianco a lui. Io sono molto agitata e mi tremano le mani. Cominciamo a parlare e lui mi fa un sacco di domande e sta seduto comodo ad osservare ed ascoltare, vuole che stia ferma immobile, ma io non riesco. Mentre parlo mi fa tenere i palmi delle mani immobili appoggiati sul tavolino. Per farlo la schiena deve stare rigida e scomoda, perciò ogni tanto muovo le gambe e i piedi. Lui mi infila una mano tra le cosce lì nel bar e mi divarica le gambe. Io cerco di resistere e non farlo ma lui lo vuole e così mi ritrovo ad ubbidirlo. Il tempo scorre, stare con lui mi emoziona, parlare e sentirlo parlare mi piace anche se la mia postura non contribuisce di certo a rilassarmi. Mi fa salire sulla sua macchina e mi lega i polsi, mi fa tenere le gambe aperte e accende il motore. Sono su un'auto in movimento, legata e a gambe ...
    ... aperte con un uomo conosciuto su internet che potrebbe essere anche il gemello di Barbablu, che mi tocca l'interno delle cosce, ma anziché essere impaurita o preoccupata ecco che qui sola con lui svaniscono le tensioni e finalmente inizio a rilassarmi. Mi piace sentirmi legata e in suo potere, mi fido di lui, sento che non mi farebbe mai nulla che potrebbe nuocermi.Mi riporta alla mia auto, mi slega, ci salutiamo.Scendo e ancora pioviggina, mi dirigo alla portiera della mia auto e mi accorgo che anche lui &egrave sceso dalla sua e mi viene incontro. &egrave di fronte a me, siamo quasi alti uguali, siamo così vicini che i nostri visi si sfiorano, le sue labbra mi toccano il collo e i suoi denti improvvisamente ne afferrano la carne e stringono forte, mentre una mano si impossessa di un seno e lo stringe e lo contorce. L'altra mano scivola lungo la schiena e raggiunge il mio sedere e lo tasta e lo afferra. Non mi aspettavo tutto questo, il mio corpo però lo voleva. Ho il cappotto sulle spalle e per proteggerci dalla pioggia lo metto sulle nostre teste, una mano &egrave impegnata a reggerlo, l'altra gli afferra le spalle e si ancora a lui come se fosse la mia unica ragione di vita, mentre la mia bocca raggiunge il collo e l'orecchio e la lingua li lecca e le labbra li baciano. Dalla mia bocca escono gemiti carichi di desiderio, il mio sesso si inumidisce e pulsa voglioso di poter avere di più, mentre il bacino cerca l'incastro contro il suo pube e si sfrega su di esso alla ricerca di ...