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Peomettimi di farlo tu
Data: 10/12/2019, Categorie: Dominazione / BDSM Autore: Nonna Fede
... In quell'attimo, visto che nessun altro prestava loro attenzione, l'uomo avrebbe potuto constatare, anche se solo con fugaci palpate, la morbidezza di quelle carni, di quelle natiche, di quelle cosce. Magari sul seno no, operazione troppo visibile, ma lì sotto si, gli sarebbe bastato allungare la mano di pochi centimetri, non è successo. Lei non sarebbe stata capace di reagire. Un po' per la timidezza del suo carattere, timidezza che l'educazione rigida e pudica aveva rafforzato e un po' perché presa alla sprovvista da quelle parole, la mancanza di prontezza nel reagire, lasciava spazio al piacere che subito cominciava a crescere prendendo il posto dell'imbarazzo e della vergogna. Una certa vena di inconsapevole masochismo? Può darsi. Non che si lasciasse fare chissà cosa … o forse si. Bastava che il “fortunato” di turno sapesse fare tutto con estrema discrezione, ma deciso, senza dubbi o tentennamenti, non lasciandosi convincere dai primi “no” della donna. D'altronde la sua prima masturbazione era seguita a un episodio vissuto in adolescenza quando sua madre l'aveva inviata a ritirare i biglietti per il Teatro, prenotati la settimana prima per lei e il marito. Si era creata una ressa dopo che una voce in circolazione dava per insufficienti i tagliandi per tutti. La folla rumoreggiante si era agitata e lei si era sentita afferrata per i fianchi e costretta a sporgere il bacino indietro, non eccessivamente, ma il tanto giusto che le facesse sentite attraverso la gonna ...
... leggera, era primavera inoltrata, qualcosa di molto duro e consistente sistemarsi proprio sul solco tra le natiche. Da diciottenne era già donna fatta, il sedere di Federica non passava inosservato. Per nulla volgare, senza eccessi, ma decisamente ben modellato, messo in evidenza dalla vita fine e da fianchi leggermente prosperosi dai quali partivano le belle cosce decisamente promettenti di notevoli piaceri nell'accarezzarle, palparle, sentircisi avvolti mentre il cazzo scorreva in quella vagina stretta, elastica, bollente. Dopo neanche tre o quattro secondi, il tizio che in un fugace sguardo senza il coraggio di voltare la faccia completamente all'indietro lei aveva giudicato come uomo sulla cinquantina con baffi, occhiali e cappello, sempre afferrandola per i fianchi con decisione, ma senza farle male, le stava facendo sentire la cappella, da lei giudicata decisamente grande e dura, tra cosce e natiche, proprio a contatto, sempre attraverso i vestiti, con le labbra della figa. Lei d'istinto aveva stretto le cosce catturandogliela e costringendolo a sborrare lì, in quel preciso istante; tra le cosce di una ragazza incontrata per caso, ma a sua volta incapace di trattenere l'orgasmo che l'aveva colta all'improvviso sentendo un pene durissimo infilarsi tra le sue cosce, insinuarsi tra le carni morbide, tra le pieghe più sensibili del suo corpo ormai di donna. Aveva resistito fino ad afferrare i biglietti, poi era corsa a casa e senza farsi vedere dalla madre e dalla domestica si era ...