-
Il tramonto
Data: 17/12/2019, Categorie: Etero Autore: Simone Turner
Parcheggiai l’auto sul retro. La villa era circa dieci chilometri fuori città, lungo la costa, isolata. Esattamente nel punto indicato. Non c’erano altre costruzioni nei paraggi. Tirava una leggera brezza, pungente, preludio dell’inverno ormai alle porte. Respirai a pieni polmoni l’aria frizzante, pregustando già la notte in arrivo. La villa era stata costruita di recente, e non vi abitava ancora nessuno. Il giardino che la circondava su tutti e quattro i lati, progettato e realizzato a regola d’arte, non era stato più seguito, e l’erba e i fiori e gli alberi da frutto rasati e potati avevano già iniziato a riprendere le proprie forme naturali. La porta d’ingresso aveva una serratura a combinazione: 8 – 3 – 2 – 1, si aprì all’istante con uno scatto secco. All’interno, un sottile e uniforme strato di polvere ricopriva il pavimento, nessuno era più entrato in quella casa da un po’. Anche alla luce del sole morente l’ambiente appariva luminoso e spazioso, e dalle grandi portefinestre del salone si ammirava un panorama mozzafiato. Ero arrivato in anticipo e dopo aver sbrigato qualche compito mi sedetti con le gambe larghe e la testa all'indietro sull'unico divanetto nel salone, assolutamente rilassato. *** Ero inquieta, avevo la testa affollata di mille pensieri e sognavo ad occhi aperti. Non mi accorsi nemmeno che eravamo arrivati finché il tassista non richiamò la mia attenzione, forse per la seconda volta. Quando mi riscossi lui mi fissava apprensivo, riuscivo quasi a ...
... scorgere la tristezza dei miei occhi riflessa nei suoi. Sembrava quasi volesse dirmi qualcosa, o magari offrirsi di aiutarmi. Era tutta la vita che gli uomini intorno a me si comportavano in quel modo. Cercai di sorridere e stringendomi nel cappotto lo ringraziai con una generosa mancia, affrettandomi a scendere dall’auto. Nella fredda oscurità della notte raggiunsi l’ingresso a passo svelto e senza voltarmi indietro. Lo sentii ripartire solo quando riuscii ad aprire la porta a combinazione. Entrai in casa tenendo la testa bassa e rimasi per qualche secondo ad ascoltare il rumore del motore farsi sempre più lontano, fino sparire. Poi mi chiusi la porta alle spalle e sospirai, era fatta. *** Nonostante tutto non ci avevo realmente creduto fino alla fine. Appena sentii scattare la serratura raddrizzai la testa, giusto in tempo per assistere al suo ingresso in casa. Teneva lo sguardo basso e il viso dai lineamenti delicati era parzialmente coperto dai lunghi capelli scuri e lisci. Indossava un cappotto nero al ginocchio che fasciava ogni curva del suo corpo e spiccava sulla pelle chiarissima delle gambe. Ai piedi un paio di scarpe rosse e lucide, dal tacco vertiginoso che le lasciavano scoperto il collo del piede. Era semplicemente perfetta. Senza alzare lo sguardo ne dire una parola, con mani tremanti iniziò a sbottonare il cappotto. Stetti a guardare in silenzio, ammirato per il suo coraggio. Il cappotto le scivolò dalle spalle lungo la schiena e fini sul pavimento con un fruscio ...