1. Il tramonto


    Data: 17/12/2019, Categorie: Etero Autore: Simone Turner

    ... leggero. In un batter d’occhi era rimasta completamente nuda ad eccezione delle scarpe. Portò le braccia in avanti, incrociandole sul ventre, e rimase in silenzio, immobile, in attesa. Il suo seno alto e sodo, adatto a riempire la mano di un uomo, si muoveva al ritmo lento del respiro. I capezzoli di un rosa appena più scuro rispetto al resto della pelle iniziavano ad inturgidirsi esposti all’aria fresca della stanza, facendosi se possibile ancora più invitanti. Istintivamente il mio sguardo si spostò più in basso seguendo la linea morbida e sinuosa dei fianchi. La sentii gemere, quasi impercettibilmente. Alzai gli occhi al suo viso e solo allora notai le lacrime silenziose scorrere sulle sue guance rosee. Aggrottai le sopracciglia e mi avvicinai, riportando lo sguardo fra le sue gambe. Lei non si era mai mossa, a parte il leggero tremito che la scuoteva e non emise un fiato mentre la raggiungevo a grandi passi. Da vicino era ancora più spettacolare. Sotto il monte di venere la pelle proseguiva bianchissima e liscia senza l’ombra di imperfezioni. Le grandi labbra, sorprendentemente piatte, racchiudevano un fiore piccolo ma oltremodo invitante. «Sei pronta?» Gli chiesi burbero, senza indugiare oltre Lei sussultò e annuì quasi impercettibilmente. Arrivati a quel punto non mi interessava più il suo consenso. Ormai avevo deciso di accettare. Eppure i suoi modi mi incuriosivano e forse avrebbero potuto fornirmi uno spunto per quello che avevo in mente. Un mezzo sorriso di pura ...
    ... soddisfazione mi increspò le labbra. Non avevo programmato di scoparla prima di iniziare. Ma era davvero troppo invitante e la afferrai per i capelli spingendola verso il divanetto al centro del salone. Nonostante i tacchi, la superavo in altezza di almeno dieci centimetri. Non mi aspettavo di avere problemi con lei, e in ogni caso non si era ribellata alla mia stretta. La obbligai a sdraiarsi sulla schiena e iniziai immediatamente a spogliarmi, ero già eccitato. Mi sputai su una mano e insalivai la punta del mio cazzo, usando la stessa mano per inumidire la sua apertura mentre mi sdraiavo su di lei schiacciandola con il mio peso. La penetrai senza troppi riguardi e la sentii sussultare e contrarsi mentre la mia asta scivolava dentro di lei facendosi strada prepotentemente. Era umida e morbida, eppure mi stringeva il cazzo come in una morsa caldissima di piacere. Le afferrai un seno, massaggiandolo con veemenza e iniziai a baciarla sul collo sfregando la mia barba ispida sulla sua pelle così delicata. Non durai a lungo, nel giro di qualche minuto ero già all’apice del mio piacere e sborrai dentro di lei, senza preoccuparmi. Quando uscii dal suo corpo col cazzo ancora gocciolante mi fermai un attimo ad ammirare la mia opera. Il seno destro era arrossato e sul collo spiccava il segno di un morso che non ricordavo nemmeno di averle dato. La morbida apertura fra le sue gambe era ancora leggermente dilatata, e ammaccata, e gocciolava del mio seme. Lei singhiozzava sommessamente, con ...