1. ICO “Tribute” - Non ti lascio andare


    Data: 08/11/2017, Categorie: pulp, Autore: Alba6990

    ... avrebbe varcato le soglie di quella prigione insieme a lui. Yorda si teneva una mano stretta sul cuore, probabilmente era ancora stanca e dolorante per via dei raggi di luce nati dal suo petto. Ico la osservò meglio: sembrava più vecchia con quei capelli bianchi, ma rimaneva sempre bellissima. Il contorno delle sue labbra carnose era più marcato e le sue splendide ciglia nere sembravano le piume di un pavone. Si guardarono beatamente per qualche secondo, occhi negli occhi, mano nella mano, il cuore di lei nelle mani di lui che batteva. Cominciarono ad incamminarsi. Ico avrebbe corso a perdifiato, ma era evidente che Yorda facesse fatica perfino a stargli dietro in una semplice camminata. C’erano quasi. Erano esattamente a metà. Un bagliore accecante partì dalle due sfere. Saette simili a quelle che la sua amata emanava. Saette che, come artigli di falco, tirarono a sé di poco Yorda, prendendola da mani e polsi. Lei cacciò un gemito di dolore, prima di svenire, di crollare a terra. Ico fece un passo e le due piattaforme cominciarono a staccarsi. Yorda su quella verso la fortezza e lui verso la costa. Il movimento della pietra gli fece perdere l’equilibrio, facendolo quasi cadere giù. Si aggrappò con tutte le sue forze al bordo, mentre si rendeva conto con orrore che Yorda si allontanava sempre più. Ico avrebbe potuto benissimo ...
    ... lasciarsi trasportare verso terra. Avrebbe potuto lasciare Yorda al posto a cui apparteneva e lui poteva guadagnare la libertà. Ma non poteva. Aveva giurato di proteggerla. Di salvarla. Di non lasciarla mai andare. Ico si rimise in piedi, prese la rincorsa e con un urlo di sforzo si lanciò verso l’altra piattaforma. Mancando la presa. Una mano lo afferrò al volo per il polso. Yorda si era ripresa e stava cercando di tirarlo su. Ma per quanti sforzi facesse, non riusciva. Yorda ci metteva tutte le sue energie, gli occhi strizzati e la stretta forte sul suo polso. Ico perse la sua mazza chiodata, gli venne un attacco di vertigini guardando verso il basso, la mazza sembrava volteggiare nel vuoto. Cercava di trovare un altro appiglio con la mano libera, sbattendola come una mosca intrappolata dietro un vetro contro la roccia. Quello che non sapeva era che una sfera di oscurità andava espandendosi dalla fortezza. E che la tenebra stava ricoprendo piano prima il piedino nudo di Yorda, poi la sua caviglia, la gamba... E poi Ico la vide alle sue spalle: la Regina, che solenne, dietro alla sua maschera di buio lo osservava con sufficienza. La tenebra arrivò anche alla mano di Yorda. Perse la presa. Ico precipitò nel vuoto. “Nnmr” sospirò Yorda, vedendolo cadere verso le acque dell’oceano, prima che la tenebra le coprisse anche gli occhi. Continua 
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