1. Matilda (capitolo 3)


    Data: 20/12/2019, Categorie: pulp, Autore: Alba17

    Arriviamo alle superiori... Matilda, per decisione del papà, fu mandata in un collegio nella capitale. "Ha bisogno di aria nuova- disse lui- e come scuola questa è molto buona!" La nonna non si oppose, nonostante soffrisse l'allontanamento della nipote. Il papà aveva ragione: Matilda cominciò a sorridere. Con i professori sempre tutto era stato ottimo, ma anche con i compagni stava sorridendo adesso. Fece amicizia, arrivarono i primi amori... Sembrava cambiata totalmente. Pensava sempre meno al suo passato ed era diventata un po' birichina. Come se volesse recuperare il tempo perduto, e tutti i capricci che non aveva fatto da piccola, dovessero essere fatti e prima possibile. A casa tornava raramente. Non le piaceva quell'ambiente ammuffito di ricordi. Se non fosse stato per la nonna, non ci sarebbe manco andata. Viaggiava tra la gioia di un'adolescente, la curiosità di scoprire il mondo, e la voglia di dimenticare. Di diventare una persona senza passato, ma solo con il presente, con gli occhi al futuro. Viaggiava in un sogno. Per lei era un sogno quello che stava vivendo. Una telefonata la svegliò. Era il padre: "Matilda, devi venire a casa. La nonna sta male... sta molto male" Partì subito. Quando arrivò lì, vide la nonna nel suo letto. Gli occhi incavati per le sofferenze della malattia. Gente tutto intorno a vegliarla. Parlavano... Matilda non voleva sentire. Non guardò nessuno. Le andò vicino. Le prese la mano. Gliela appoggiò sul viso. La donna non aveva forza per ...
    ... parlare, neanche per muoverla. Una lacrima silenziosa scese dagli occhi di Matilda. La povera donna si sforzò di asciugargliela, ma la mano non ubbidiva. Anche gli occhi della donna si animarono di lacrime. Si guardarono in silenzio un' ultima volta e la nonna sospirò l'ultimo respiro. Matilda capì che era morta. Si mise a piangere disperata. "No nonna, non tu! Sei l'ultima persona al mondo rimasta. Non mi lasciare sola, ti prego!" Mani di donne che volevano allontanarla. Parole lontane che le dicevano: "Tu non sei sola. Tu hai il papà con te" Matilda non le ascoltò. Piangeva a dirotto e quando queste voci diventarono braccia, che volevano toglierla dal corpo senza vita della nonna, lei si oppose con tutte le forze. Dalle sue labbra uscivano solo: "Nooo! Lasciatemi stare!" In quel momento la voce di papà si sentì chiara e forte... almeno Matilda la sentì: "Lasciatela stare" La presa ferrea sulle braccia si allentò. Matilda si buttò di nuovo sul corpo senza vita della nonna. Cominciò a baciarle la fronte, gli occhi, le guance, le labbra fredde, così come faceva la nonna quando la coccolava, quando Matilda era piccola. Poi si tirò su. Si guardò intorno. I suoi occhi pieni di lacrime stavano guardando il vuoto. E lei tra lacrime cominciò a sorridere. E tutto d'un tratto cominciò a indicare col dito e anche a parlare. Si rivolse al corpo della nonna: "Ecco, e' arrivato il nonno a prenderti, vedi? Non ti ha lasciata sola nel tuo viaggio. " La gente intorno guardava senza fare una ...
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