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Caccia nella foresta - parte 2
Data: 21/12/2019, Categorie: Dominazione / BDSM Autore: DemoneDelSilenzio
Attonito aspettò che lei gli arrivasse di fronte poi chiese: "Quelli a cosa servono?" Lei non rispose ma si limitò a fissarlo con sguardo divertito. Accarezzò il suo collo con la punta del frustino e poi glielo impose sotto al mento sollevandogli di un poco il volto. "Ora mettiti in ginocchio, mio bel maschio." gli ordinò con tono fermo. *** Mi piace pensare che questo testo sia la confessione del mio sbaglio, quando ho scelto di non cacciare più al tuo fianco. Pur col senno di poi, e sapendo le condizioni imposte, mille volte avrei scelto di mettermi in ginocchio davanti ai tuoi piedi invece di dar retta al mio ego ferito. Ora pago l'errore vagando solo nella foresta e il mio cuore fa un tuffo ogni volta che la nebbia si alza...ma è solo umidità e non c'è nulla di magico, solo piccole gocce d'acqua in sospensione. *** Mattia tornò spesso nella radura, ansioso di poter rivedere la bella cacciatrice. Si era allenato parecchio nella corsa e voleva a tutti i costi darle del filo da torcere. Ma della donna non c'era più traccia e la sua fremente attesa nella radura si concludeva ogni volta con un triste ritorno a mani vuote a casa. Per oltre un mese si inerpicò fra i boschi alla ricerca di quei biondi capelli e di quegli occhi così intensi. Cercò perfino, con l'aiuto del satellite in dotazione al suo corpo forestale, tracce di costruzioni che potessero rivelare la presenza del rifugio di Heyra. Ma per un raggio di una decina di chilometri non vi era traccia di presenza umana e in ...
... tutta la vallata erano presenti solo un paio di strade sterrate. Iniziò a pensare che i suoi incontri fossero stati il frutto di un'allucinazione: magari aveva respirato le spore di un fungo che gli avevano dato delle allucinazioni. O magari la nebbia era un residuo di inquinamento portato per chilometri dal vento dalla città più vicina. Un pomeriggio stava rientrando dopo aver completato di malavoglia un lavoro, quando arrivò nei pressi di un torrente. Si inginocchiò sulla riva e si lavò il viso con l'acqua fresca. Quando alzò lo sguardo vide che tutto intorno a lui era calata una sottile nebbiolina biancastra, la stessa che aveva preceduto l'arrivo della cacciatrice. Con il cuore in gola per l'emozione sentì anche quella sensazione di paura che gli lambiva il cervello e accolse con gioia il terrore che ne scaturiva. Si abbandonò a quella sensazione e udì il tanto agognato richiamo del corno da caccia di Heyra. Voltandosi la vide sopraggiungere al galoppo, i suoi occhi penetranti che lo fissavano con la determinazione di una vera cacciatrice. I cani latravano ai piedi dello stallone che montava e le loro bocche schiumanti gli fecero tornare in mente la prima volta che li aveva incontrati e il trattamento che gli avevano riservato. Con le ali ai piedi guadò velocemente il torrente e si mise a correre sulla riva opposta. Mentre la donna e il suo seguito attraversavano con qualche difficoltà le acque poco profonde, ma pur sempre impetuose, Mattia riuscì a mettere alcune decine ...