1. non si ricordano i giorni, si ricordano gli attimi.


    Data: 22/12/2019, Categorie: Etero Autore: marlawithtyler

    “ per una notte di vino pagherò cento giorni d’aceto ”, mi canticchio questa canzone mentre sono in macchina, sto guidando per tornare a casa, dopo aver fatto le tre di notte nel locale dove lavoro.
    
    mi perdo tra le parole di una canzone, e ripenso a quella notte…
    
    viaggio non solo con le ruote dell’auto, se fossi in un film si intravedrebbe il flash back del mio ricordo.
    
    Ero in modalità “freno a mano” lei era lì, al mio fianco, seduta accanto a me. Una femmina disarmante, perfetta. I suoi capelli corvini le scendevano lungo spalle. La carnagione olivastra. Gli occhi le si illuminavano da soli e mi sembrava che lei fosse capace di esprimersi soltanto con uno sguardo.
    
    Mi immobilizzava tanta bellezza, ne avevo paura e mi toglieva letteralmente il fiato: non avrei potuto permettermi di vivere con il rimorso di non averlo mai fatto, dovevo liberarmi da quella situazione immobile e tesa.
    
    Così, con la complicità di diversi bicchieri di vino, esattamente come braccio di ferro e i suoi spinaci, ho sfoderato tutta la mia esuberanza, parlando in maniera diretta e facendo allusioni piuttosto spinte, degne di Casanova.
    
    Le sussurrai delicatamente all’orecchio, dicendole : “ ho voglia di sentire il tuo sapore esplodermi tutto in bocca ”
    
    Eravamo molto su di giri, l’alcool ci scorreva decisamente nelle vene, liberandoci da tutte le nostre inibizioni, mi trasse a se stringendo la mia mano nella sua.
    
    Salimmo le scale, correndo, ci stavamo dirigendo verso la stanza da ...
    ... bagno… avevamo deciso di fare la doccia insieme !
    
    Una volta raggiunta la meta, lei con impazienza, aprì il rubinetto facendo scorrere l’acqua aspettando che raggiungesse la giusta temperatura.
    
    ci spogliammo, mi fermai a guardarla, avevo un’espressione inebetita e la bocca spalancata per lo stupore, vedevo materializzato davanti a me. Quel corpo perfetto. Ero così felice che riuscivo a stento a credere a quello che stava succedendo.
    
    Senza quasi accorgermene mi ritrovai sotto il getto d’acqua calda, le mie labbra contro le sue labbra, baci violenti, denti, lingua saliva e stupore; le sue braccia mi stringevano in un abbraccio vigoroso, di una forza smisurata e sproporzionata rispetto al suo fisico minuto, forte e al tempo stesso di una delicatezza estrema.
    
    Senza dire una parola, ansimando, urlando e godendo, ci muovevamo nella stessa direzione, con lo stesso scopo, unendo i nostri corpi in un perfetto amplesso.
    
    Dopo una breve pausa per spremere il bagnoschiuma sui nostri palmi ci insaponammo a vicenda.
    
    Possiedo un’ottima memoria tattile che mi permette ancora di ricordare ogni dettaglio di quel corpo …
    
    La voltai, bloccandola contro la parete della doccia, la guancia appoggiata alle mattonelle che rivestivano la cabina, poi iniziai a massaggiarla con il sapone, partendo dalla nuca. Delicatamente scesi verso il torace fino a raggiungere i seni morbidi e compatti. La pelle morbidissima e liscia. Facevo scivolare i miei palmi verso il suo fondoschiena. Con ...
«12»