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L'emiro, viii - solo con hammed
Data: 22/12/2019, Categorie: Gay / Bisex Autore: Foro_Romano
... pompino, fino a spingermela più giù che poteva, strozzandomi e raggiungendo per sé e per me il limite di resistenza. Senza perdere tempo in altri preliminari, mi mise a pancia in giù, allargò le mie chiappette, sputò sul mio buco, sputò ancora sulla sua mano destra per lubrificarsi il cazzo e me lo piantò senza mezzi termini fino in fondo. Con un colpo secco mi spaccò il culetto e me lo sfondò. Fu rapidissimo nel mettermi la stessa mano davanti alla bocca ed io urlai nel suo palmo bagnato. Le mie urla testimoniavano il dominio assoluto su di me e avevano il potere di portare la sua eccitazione al massimo. Mi fotteva sempre più veloce e sempre più in fondo. Quando i miei versi si trasformarono in gemiti di godimento non ebbe più bisogno delle mie grida per caricarsi e fu il momento, per lui, di lasciarsi andare ad un grugnito e ad una colossale sborrata nel più profondo del mio corpo. Gli affondi erano scattanti, ritmati, e ad ogni affondo corrispondeva uno schizzo di puro latte di maschio dentro di me. Venni anch'io. Si lasciò andare sulla mia schiena. Il tappeto di pelo faceva da cuscinetto col suo torace. Il respiro affannoso andò via via scemando. Ripresosi, mi accarezzò la testa e mi coprì di baci le guance, le orecchie, il collo. Poi si sdraiò di schiena accanto a me e io mi accoccolai sotto la sua ascella pelosa e odorosa di sudore, con la testa appoggiata alla spalla. Chiusi gli occhi e per un attimo mi sembrò di stare col mio Omar. Mi resi conto che non era ...
... così, ma anche con Hammed stavo bene. Mi chinai a baciare il suo enorme cazzo. Lo leccai e lo ripulii degli umori di cui era coperto. Scesi a leccargli i coglioni, l'interno delle cosce, gli pettinai quei peli con la mia saliva. Lui emetteva leggeri sibili di soddisfazione e questo appagava me. Continuai per un po' a tenere tra le labbra le palle, ora una ed ora l'altra, una per volta, tanto erano grandi. In quel punto potevo respirare gli effluvi più eccitanti che una troia come me poteva desiderare. Quando risalii con la lingua verso l'asta la trovai di nuovo al massimo della sua espansione. Incontrai i suoi occhi e li vidi ancora pieni di lussuria e capii che l'avrebbe presto scaricata su di me. Imboccai la cappella e comincia a pomparla, muovendo la lingua e succhiando. Mi mise la grossa mano sulla testa, un po' per accompagnarla ed un po' per premerla per farmi entrare tutto in gola, fino ai peli del pube. Questo mio lavoro durò poco. Mi prese, mi stese sul letto, mi alzò le gambe, dette una rapida leccata al mio buco. Era ancora dolorante per la precedente scopata ma il contato con la sua lingua, che scavava in profondità, mi regalò delle scosse di libidine che mi fecero precipitare ancora nel limbo dell'incoscienza. Si tirò su e potei vedere l'intera possenza del suo torace villoso, delle grandi spalle, il suo terrificante bastone che avrebbe ancora spanato la mia intimità. Vidi una luce feroce nei suoi occhi, poi un immenso e desiderato dolore lancinante mi ...