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Stuprata per il loro piacere (nuda dietro la siepe 2)
Data: 24/12/2019, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: Spettro82
Quando fummo nei pressi del campo nomadi Max spense le luci dell'auto e proseguimmo a passo d'uomo percorrendo lo sterrato illuminato della luna piena. Avrei dovuto guidare io, mentre lui è Daria sarebbero dovuti stare sul sedile posteriore a scambiarsi baci e carezze, ma i sandali-gioiello che lei aveva voluto indossassi avevano dei tacchi talmente alti che mi avevano reso impossibile guidare. Mi abbandonai languidamente tra le cosce della mia padrona, avevo il sapore acre della sua figa sulle labbra mentre nella mia mente un vortice di sensazioni si davano il cambio senza tregua. C'era la gelosia, per quello che io stessa, con le mie leccate stavo preparandola a fare con mio marito,e naturalmente la paura per le sevizie che avrei potuto subire nel campo nomadi, ma per assurdo la sensazione più forte era l'eccitazione per quello che quegli sconosciuti mi avrebbero potuto fare dopo che li avessi istigati a stuprarmi. La mia lingua entrava ed usciva da Daria sempre più fradicia del suo miele. Sicuramente quando mio marito l' avrebbe chiavata si sarebbe ritrovato il cazzo in un lago, e lo avrebbe fatto mente io la fuori mi facevo violentare per eccitarli con uno spettacolo morboso e perverso. Scesi dall'auto con fare insicuro, i tacchi mi tradivano ad ogni passo a causa del terreno sconnesso e dell'altezza vertiginosa. La padrona aveva insistito perché indossassi un suo vestitino verde di raso, non cortissimo ma ...
... con una scollatura sulla schiena che terminava tra le mie natiche lasciandole scoperte fino a pochi centimetri dal buco del culo. Non mi aveva fatto indossare intimo, dicendomi che per quello de dovevo fare non mi sarebbe servito a nulla, ed aveva insistito con mio marito sul fatto che non usassi contraccezione perché l'idea che mi mettessero incinta e dovessi ricorrere alla pillola del giorno dopo la divertiva ed eccitava terribilmente. L'andatura malferma mi dava l'aspetto di una ricca signora per bene che si era ubriacata ed era finita li per caso. Appena vidi tre ragazzi attorno ad un fuoco che svuotavano chiassosamente una cassa di birre capii che i miei "guai" erano li ad aspettarmi. Tutti e tre erano biondi e decisamente grossi, i loro visi illuminati dalle fiamme avevano lineamenti duri e gli occhi chiari gli davano un aspetto da "brutti ceffi" che mi metteva i brividi. Indossavano canotte sgualcite e jeans decisamente sporchi, indumenti che sembravano esaltare il fatto che la vita selvaggia a cui erano sottoposti li avesse resi forti e muscolosi. Passai a non più di una decina di metri da loro, sentivo i loro sguardi sul mio culo praticamente nudo illuminato dai raggi della luna. Non accellerai, lasciando che mi spogliassero con gli occhi, anzi sculettai in modo vistoso come una pescivendola che vuole mettere in mostra la sua merce. "Hei bella fica..... tu puttana?" Sentii la pelle d'oca, era chiaramente rivolto a me, la ...