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La caduta di Serena - capitolo 12
Data: 31/12/2019, Categorie: Dominazione / BDSM Autore: subbywife
... piccoli tocchi… bagnava la punta e lo muoveva di pochi millimetri avanti e indietro… avanti e indietro…“Ahh!!” le sfuggì dalle labbra. Istintivamente, una mano tirò sui legacci… l’inutile tentativo di coprirsi la bocca, di non far udire nulla… frustrazione, angoscia… non poteva fare nulla per non farsi udire, se non cercare di dominarsi… ma il bisogno…Troppo stimolata… troppo portata al limite, e per troppo tempo…“Senti senti come cola la figa della puttana…” sussurrava Marco “hai tanta voglia di cazzo…”“N-non… io… mio… marito… il… suo… voglio il suo!!” sibilò lei. Marco sorrise, sentendo quelle parole biascicate, in netto contrasto con i movimenti di lei, che tentavano di avere più contatto… contatto che lui concedeva solo a piccole dosi…“Davvero puttana? Vuoi il cazzo dell’imbecille? Secondo me, vuoi il mio…” disse ancora lui, mettendo una mano nella tasca…“NOOO!!! Spe-spegni!!!” urlò Serena, quando il cilindro si accese, facendola piegare sulle ginocchia, le mani ancora saldamente legate al termosifone… le tette seguivano la danza senza controllo che la donna eseguiva mentre cercava di non soccombere al piacere…Marco le si portò di fianco, il cazzo ben eretto nella mano, a pochi centimetri dal viso di lei…Nel suo delirio, Serena spalancò gli occhi… chi voleva ingannare… avrebbe preso quel membro tra le cosce immediatamente… lo avrebbe cavalcato, succhiato… doveva godere, doveva godere!!A Marco non sfuggirono quegli occhi carichi di voglia…“Allora puttana” ...
... sussurrava ancora “non lo vuoi? Su, dillo…”Serena chiuse gli occhi un istante… cadeva ancora… precipitava… così come Marco voleva. Non c’erano umiliazioni abbastanza forti da annullarle la voglia. Quella tortura sessuale la piegava ai suoi voleri sempre, sempre…E Sonia, appoggiata al tavolo dietro di loro, osservava tutto silenziosa. Immobile, occhi estremamente interessati, ma ancora non pienamente soddisfatti… sapeva che era sbagliato, sapeva che non era giusto nemmeno il solo pensarlo… ma voleva vedere la sua cagnolina ancora più giù… E poi, c’era l’altro particolare… le sue mutandine erano zuppe… Ma eccola, eccola la resa…“S-sì.. lo… voglio…oddio od-ddio…” diceva Serena, incapace di star ferma, il cazzo di Marco davanti agli occhi.“Puttana, voglio sentirti dire che vuoi tanto cazzo…” bisbigliò lui.“I-io… ta… voglio… v-voglio tanto… voglio tanto cazzooohh!!!” disse Serena, serrando subito la bocca.“Non ho sentito bene, puttana… a voce più alta, per favore.” Precisò Marco, sorridendo.Serena fremeva, chinava il capo, tornava ora a guardare il membro di lui… ma non poteva urlare… il vicino… il vicino avrebbe sentito…Il cilindro si spense.“No!!! A-accendi!! Ti… ti prego!!! Ho bisogno… Marco ho bisogno!!” sputò fuori, guardandolo disperata in faccia.Ma lui rimaneva immobile, ricambiando lo sguardo.“Mio… Mio Dio…” sussurrò, ormai oltre il confine della sconfitta “io… io voglio tanto cazzo… per favore…”“Non ho sentito ancora, puttana.”E per tre secondi, il cilindro vibrò ancora, ...