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Io, giulia e mario (capitolo 7)
Data: 03/01/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: macchiettadiseta
CAPITOLO 7 Lunedì mi presento in orario in ufficio e vado a salutare Mario, chiudo la porta alle mie spalle e vado a mettermi in braccio a lui, ci baciamo un po’ e poi parliamo di quanto era successo nel week end, mentre parliamo una sua mano mi fruga dentro i pantaloni della tuta e mi accarezza il culetto. Mi dice che in questi due giorni lo abbiamo svuotato e che gli devo lasciare un po’ di respiro per riprendersi. Così a malincuore me ne torno nel mio ufficio a lavorare. Martedì appena sono arrivato a lavoro, Mario, mi ha ordinato di andare nel suo ufficio, io ero contento perché pensavo che finalmente mi avrebbe scopato per bene, invece mi fa sedere come sempre sulle sue gambe e mi bacia lingua in bocca per un po’, intrufola la mano nei pantaloni e mi infila un paio di dita dentro, per un po’ mi sditalina per bene facendo crescere in me la voglia di essere scopato, invece mi fa alzare e mi dice di mettermi a pecora per terra, mi abbassa la testa al pavimento e mi dice: Allargati le chiappe troietta. Io o ubbidisco, poi lo sento che apre un cassetto della scrivania e sento che mi unge per bene il culetto, io mi insospettisco perché ormai il suo cazzo dentro di me entra bene, di solito basta la saliva che gli lascio sopra quando glielo prendo in bocca, per cui un po’ mi preoccupo e gli chiedo: - Mario cosa vuoi farmi? non mi fare troppo male, ok? - Non ti preoccupare, magari ti farà male all’inizio ma poi ti piacerà, vedrai… E sento appoggiarmi qualcosa di ...
... grosso sul buchetto, sento che spinge e inizia ad entrare, più entra e più quell’oggetto mi apre in due, è molto grosso. Mario mi dice - Ti sto infilando un plug anale in modo da allargarti ancora di più il tuo meraviglioso culetto! Voglio che diventi come la fica sfondata di una troia. Ora preparati che forse ti farà un po’ male, ma ci siamo quasi… E così dicendo lo infila tutto dentro , sento un dolore lancinante, mi chiedo se avrà delle conseguenze. Rimango a pecorina con il culetto all’insù per un tempo che mi sembra infinito. Da sotto mi guardo l’interno coscia e vedo che un po’ di sangue mi cola giù. Mario, mi guarda e mi dice: - Bene, lo hai preso tutto. Per il sangue che vedi non ti preoccupare, il tuo culetto si è rotto un altro po’, non è niente di preoccupante tesoro, non avere paura. Lo sapevo che ce l’avresti fatta a prenderne subito uno così grosso. Vedrai che presto riuscirò a metterti tutta una mano dentro. Io rabbrividisco al solo pensiero. Quando il dolore inizia a scomparire mi alzo con il plug sempre incastrato dentro, vedendo che non esce, mi spoglio completamente e chiedo il permesso di darmi una sciacquata per togliermi il sangue dalle cosce. Quando esco dal bagno Mario mi dice che devo tenere il plug fino a fine giornata e che adesso posso andare a lavorare. Io un po’ titubante ubbidisco e vado al mio ufficio, credevo di dover lavorare in piedi tutto il giorno, ma con mio grande stupore quando ho provato a sedermi, il plug non mi dava ...