1. "Non perdiamoci più"


    Data: 07/01/2020, Categorie: Etero Autore: Isabella91

    ... dal basso senza entrare, molte volte. Accelera, diminuisce, riprende. Vorrei svestirmi in un solo, violento gesto. Togliermi quel guscio che detesto e buttare gli abiti fuori dal letto. Vorrei spalancare le gambe nude, offrire a quella mano un varco facile, abbandonarmi con tutta la mia oscenità. Invece lascio le sue dita intrappolate sotto l’elastico che tira e si oppone. Con un braccio mi tiene ferma la testa contro il cuscino, con fermezza ma senza violenza, con l’altro mi apre le gambe. Mi sfrega una mano bagnata sulle cosce. Fosse stato come sempre, mi avrebbe parlato. Mi avrebbe sussurrato una delle sue oscenità, un commento sul liquido che sento colarmi addosso. Invece resta in silenzio, conducendomi in una percezione di sospeso che mi sconquassa il petto e l’inguine. Sento due dita inserirsi dentro di me. Lo fa senza fatica. Amava sempre ripetermi quanto fossi stretta, ma adesso potrebbe infilarmi anche una mano, e lo sa. Entra ed esce con calma, battendomi il palmo sul clitoride con pienezza. Respiro forte, al limite della sopportazione. La perdita di lucidità mi confonde. Vorrei abbracciarlo, baciarlo, riconoscere il nostro legame, eppure quel senso di estraneità accompagna il mio piacere come una guida. Sento Angelo sporgersi nel buio verso la lampada. Mi copre gli occhi con le mani ed accende la luce. “Aprili piano”, mi sussurra. È la prima frase che pronuncia. Lo guardo. Mi risponde con familiarità, con abbandono. Poi mi bacia. Preme le labbra sulle mie con ...
    ... rabbia e desiderio, senza staccarsi. Un bacio lungo pieno di forza. Mi bacia ancora, e rispondo alla sua bocca, alla sua lingua. Mi intreccia i capelli. Finalmente gli tocco il viso, la testa. Gli sfrego la pelle come lui ha fatto prima con me, piantando gli occhi dentro ai suoi. Ha le iridi color petrolio. Vi ci affondo. Ho brividi dappertutto, dalla punta degli alluci fino alle guance. Si abbarbicano al mio corpo come una cascata di sabbia. “Angelo”. “Isabella”. Solo i nostri nomi. Mi libera dalla maglia, dai pantaloni. Riprende a toccarmi con gesti lunghi, senza staccare lo sguardo dal mio, poi si sveste da solo e si inginocchia al mio fianco. Vorrei sfiorare la sua erezione perfetta, vorrei accoglierla in bocca e fargli sentire tutto ciò che non riesco a dire a parole, ma mi intrappola le braccia. Mi spalanca le gambe e affonda dentro di me. Riconosco i suoi muscoli facciali contratti nelle espressioni che amavo, in una morsa di piacere liquido e reale. Ad ogni colpo mi sento tremare la carne. Mi penetra con una veemenza che sembravo aver dimenticato. Lo sento dentro le viscere come quel nodo. Sento l’orgasmo montare come una valanga. “Aspetta, Isabella, aspetta”. Angelo si ferma. “Voglio venire con te”. Trattenerlo è quasi doloroso. Angelo riprende a colpirmi lentamente. “Aspetta, ancora un po’, ancora un po’”, mi soffia nell’orecchio. Poi mi stringe. Lo sento spingere fino a riempirmi ogni spazio. “Vieni”, mi intima nella bocca. Gli orgasmi montano insieme. Mi tira i capelli ...