1. Senza futuro, né presente


    Data: 09/01/2020, Categorie: pulp, Autore: Alba17

    ... friggere delle patate che aveva conservato apposta per lui, poi, aggiungendo un po' di ricotta e olive, lo fece cenare. Mangiò con appetito. Mentre mangiava scambiarono poche parole, dopodiché si scusò e si ritirò in camera sua. E lì, ricevette il secondo colpo... Accese la luce. Sembrava che in quella stanza il tempo si fosse fermato. I pochi mobili, l'armadio di legno chiaro di fronte al letto, e, sopra la testiera, un quadro sul quale si vedeva una bellissima donna con i capelli ondulati, due occhi neri come la pece, un sorriso smagliante che sembrava resuscitare i morti. Le gambe cominciarono a tremargli. Con difficoltà si avvicinò al letto. Ci si buttò sopra con lo sguardo rivolto alla donna. Si mise a parlare a quel quadro dipinto con le sue stesse mani, incantato da quella bellezza fermata nel tempo qualche anno prima che si sposassero. "Perché non mi hai aspettato? Ho faticato tanto per venire qui, sai? L'ho fatto solo per te. Eppure non ti ho trovata. Ho trovato la casa vuota, e in questa camera ho trovato solo le ragnatele dei nostri ricordi che mi tengono legato a te. Ricordi che fanno male...". Prese il cuscino della moglie e lo abbracciò come avrebbe abbracciato lei. Cerco di annusare il suo profumo, ma il tempo ne aveva cancellato ogni traccia. Preso dalla rabbia cominciò a prenderlo a pugni. Si sentiva tradito, abbandonato. Non erano questi i patti. Si erano promessi che sarebbero stati insieme per sempre, ...
    ... nella buona e nella cattiva sorte, invece lei se ne era andata quando lui ne aveva più bisogno. Non importava che non fosse andata a trovarlo in prigione, ma avrebbe almeno dovuto aspettarlo al suo ritorno. Voleva che gli dicesse quanto avesse sentito la sua mancanza, la mancanza della loro intimità, del loro modo di far l'amore. Ma lui era ancora capace di far l'amore? Il pensiero di loro due insieme l'aveva eccitato, la rabbia repressa l'aveva eccitato, il quadro di sua moglie l'aveva eccitato. Bloccò il cuscino sotto il peso del suo corpo e cominciò a montarlo come fosse lei. Spingeva come un animale avanti e indietro immaginando il corpo della moglie. Le mise le mani sul collo e cominciò a strozzarla mentre spingeva il bacino come un forsennato. Le urlava: "puttana che non sei altro! Ti faccio vedere io adesso come ti scopo! Ti mancava il cazzo, eh, per quello mi hai abbandonato? Eccomi ad accontentarti!", continuava, mentre con le mani immaginava di tirarle i capelli. La riempiva di schiaffi, di botte. Quando pensò di averla punita abbastanza, si tirò su. Abbassò il quadro e lo mise sul letto davanti a sé. Cominciò a masturbarsi con forza e, quando il piacere arrivò, le venne sul suo viso sporcandola tutta. Non soddisfatto, cominciò a spalmarglielo con un misto di rabbia e tenerezza. Quando si fu calmato, si vesti, chiuse la porta a chiave ed uscì. In quel mondo non c'era più posto per lui. Doveva andarsene per sempre. Fine 
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