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Nuove senzazioni
Data: 10/01/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Alvertn
... attenzione per sentirle, in rilassatezza per goderle, indifferente per non mostrarle. Nel mentre succhiava le sua mani mi accarezzavano il basso ventre sul pube con pochi peli, la pancia piatta, su al torace, ai capezzoli, e mi aggiravano raggiungendo la schiena e scendevamo giù sino ai glutei sodi, per ritornare davanti sulle palline e al cazzo. Per me era tutto nuovo, l’essere accarezzato così dolcemente, ed ogni cosa sembrava fatta per farmi piacere, ero il centro dell’attenzione, forse credevo del mondo e forse in quei momento lo ero sia per George che per me. In piedi davanti a lui che mi tratta come un principino. Si sposta, lascia il cazzo duro, mi guarda e lentamente poggiando le sue mani sui miei fianchi, mi tira dolcemente da un lato facendomi ruotare, una rotazione che si ferma a 180°. Ora ho la schiena che lui sta osservando. Non capisco cosa faccia ma continuo nella mia “finta indifferenza”. Mantiene le mani sui miei fianchi, in silenzio, solo il fruscio delle foglie che la brezza muove e che fra loro sbattono. Non mi muovo, non giro la testa anche se la curiosità mi sta assalendo, non devo farlo e me lo impongo. Piano le mani iniziano a muoversi ed abbandonano i fianchi. Sussurra che sono bellissimo, accarezza la schiena e scivola sui glutei dolcemente e subito li afferra stringendoli, facendomi sbilanciare e scattare per ritrovare un equilibrio fisico, per restare in piedi. Le mani forti tendono a divaricarmi i glutei, non capisco cosa ...
... faccia, con la coda dell’occhio vedo che mi osserva, lo vedo attento, forse la penombra e la scarsa luce della luna piena fra le foglie dei pioppi gli impedisce di vedere bene? Ma cosa? Con voce sottile sussurra che sono bello, che ho un culo da favola. Fra me, senza tante moine, pensavo che ero una persona normale. Chissà che ci trova in un culo. Una sua mano passa fra le mie gambe, impugna il cazzo e piano piano lo tira a se, indietro, e poco ci vuole che, per non sentirmi strappare il pisello, mi piego in avanti, mentre George continua a tirare io sono obbligato a poggiare le mani per terra, in una posizione strana a gambe e braccia tese che poggiano a sostegno per terra . Solo allora si ferma, lascia il pisello, mi ordina dolcemente di non muovermi, di restare li così. Immobile ma non comodo non muovo in muscoletto. Le sue mani, grandi per me, ripresero i glutei e li spostarono in direzione opposta, tendendo la pelle. Mi sento osservato in quella strana posizione, anche perché lo vede bene fra le gambe da sotto, e noto che mi osserva con interesse. Non sono in grado di dire quanto tempo sono rimasto in quella posizione, non poco perché ricordo che le gambe mi facevano fastidio, quasi male. L’attesa si concluse con George che mi baciò il culetto, prima i glutei, poi sul buchetto. Ma semplici timidi e veloci baci. Ripose le mani sui miei fianchi e mi fece ruotare nuovamente. Con il cazzo duro da bestia, riprese nelle coccole massaggi e succhiate. Io ...