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Coincidenze
Data: 10/01/2020, Categorie: Etero Dominazione / BDSM Autore: Volusianus
... parco. "Passero' di li giovedi' alle 22:30, indossando il vestitino che sai. Vediamo se riesci a farmi quello che dici, ma bada che mi opporro' con tutte le mie forze". Diceva anche che non dovevo piu' risponderle o non si sarebbe presentata e che, dopo aver fatto quello che le avevo promesso me ne sarei dovuto andare senza rivolgerle la parola. La cosa mi intrigava da morire, ma sapevo di non essere capace di usare la violenza. Pensai che in fondo era solo quello che voleva lei, che non le avrei fatto veramente del male. Non potei non notare come quella citta' fosse a sola mezzora da casa mia. Pensai che forse lei mi conosceva, ma poi conclusi che doveva essere solo una coincidenza... un'altra.Alle 22 ero gia' li. Quel posto era scelto proprio ad arte: al centro di un enorme parco, lontano da qualsiasi casa e, a quell'ora, non c'era proprio nessuno. Analizzai l'ambiente: nel punto che Alice45 mi aveva descritto, c'era uno stretto sentierino pedonale che si intrufolava in una specie di boschetto di alberelli bassi e folti. Quel punto era sostanzialmente buio, anche se il resto del sentiero era abbastanza illuminato. Nascosto fra quegli alberi avrei potuto vederla chiaramente arrivare, senza essere visto. Mi appostai e rimasi in attesa. Non dovetti attendere a lungo: una ragazza sui ventanni con un vestito rosa si stava avvicinando lungo il sentiero. Era molto diversa da come l'avevo immaginata. Aveva la meta' degli anni che pensavo avesse e l'aspetto di una ragazza ingenua, ...
... ad onta delle cose che mi scriveva. Era piuttosto rotondetta, il che mi fece molto piacere: ho sempre adorato le ragazze "morbide". Anche il vestito, rosa, come aveva detto, non era poi cosi' corto, almeno non secondo i miei canoni di vestito corto, ed era assolutamente casto e non provocante. Nulla di lei era provocante, anzi sembrava tutto studiato per non apparire. Ciononostante, appena la vidi, mi eccitai da morire. Mi sembro' quasi che tutto il sangue che avevo fosse confluito nel cazzo, rendendolo duro quasi da scoppiare ed annebbiandomi completamente la ragione. Riuscivo solo a guardare le sue gambe che, passo dopo passo, la portavano verso quel punto buio, in cui l'avrei presa e fatta mia. Non saprei dire se ci mise pochi secondi o molti minuti, ma, alla fine, si addentro' in quel boschetto. Attesi che superasse il punto in cui mi ero nascosto e saltai fuori, afferandola alla spalle e chiudendole la bocca con una mano. Lei sussulto', in un primo momento non reagi', mentre la trascinavo fuori dal sentiero, in mezzo agli alberi piu' fitti. Poi comincio' a dimenarsi e cerco' di liberarsi. La portai fino ad un punto in cui la luna penetrava tra le chiome e mi permetteva di vederla chiaramente. Non sarei riuscito a provare eccitazione senza vedere quello che facevo e senza vedere le sue reazioni. Le presi i polsi e glieli unii dietro la schiena, in modo da afferrarli con una sola mano; ero decisamente piu' forte di lei e non aveva modo di liberarsi, malgrado gli sforzi. Nel ...