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Il rosticcere parte 3
Data: 10/01/2020, Categorie: fisting, Autore: Massimo0365
Questo è un racconto erotico riferito a realtà vissuta personalmente e descritta nei dettagli. Dopo il secondo incontro con Max, parlammo del fatto che eravamo fortunati, si erano incontrati un vero master con un vero slave, cosa si poteva fare senza farci male, eventuali sorprese. Max spesso diceva: ho in mente un paio di sorprese, ma devo capire fino a dove puoi reggere. Quando nel laboratorio della pizzeria mi parlava in questi termini, io sbavavo o meglio mi si bagnava il pene e sudavo tra le natiche. Come le altre due volte fissammo l'incontro, ma questa volta Max insistette per sabato sera, a casa sua, alle 20. Una volta entrato, Max mi chiese se avevo cenato leggero e fatto un clistere, come da lui indicato, io confermai, bevemmo un caffè e lui mi disse: questa volta se vuoi possiamo andare giù senza limite, però devi essere d'accordo e conscio che una volta partiti non ci si fermerà, non si potrà cambiare idea. A questo punto eccitato al massimo chiesi cosa avesse in mente e lui mi disse: ho visto che hai una voglia pazzesca, una volta eccitato non hai limiti, quindi se mi autorizzi ti faccio di tutto, sempre nei limiti di non farsi male e/o combinare casini con danni da idioti. Aggiunse, ci conosciamo da tre anni, sappiamo nomi e cognomi ed indirizzi di entrambi, siamo gente affidabile che ha solo voglia di godere. Se ti va partiamo, ma penso che non finiremo prima delle 23, forse anche mezzanotte Ero letteralmente in calore, accettai.....non è da me, che ...
... normalmente analizzo punto per punto tutto. Mi spogliai completamente, lui rimase vestito e mi fece sdraiare sul letto, dove aveva già predisposto un piumone arrotolato a rullo, per angolare in modo accentuato il bacino e le stesse corde dell'altra volta ancorate ai piedi del letto. Come l'altra volta, una volta sdraiato, mi ha legato le mani dietro la schiena con delle manette metalliche, che regolò aderenti, le quali erano legate a due corde, in modo che io non potessi girarmi. Le altre due corde in fondo al letto, sono servite a legarmi le caviglie, ma questa volta con le gambe aperte. In fine mi ha bendato con due mascherine con elastico, e mi ha messo in bocca una palla fatta apposta per non potere urlare, tenuta in posizione da una apposita fascia. Legato a ponte, con le gambe aperte, mani dietro la schiena, bendato ed imbavagliato. In questo esatto momento, mi sono reso conto che forse non avrei dovuto accettare, ma l'eccitazione andava oltre la paura e oltre tutto le due volte precedenti, in particolare l'ultima, erano state incredibilmente belle. Si avvicinò al mio capo e disse: devo andare in garage a prendere una cosa, stai buono qua e sopratutto non scappare, si mise a ridere, si allontanò e sentii la serratura della porta e poi la porta chiudersi. Non mi è piaciuto un granchè, ma non avevo scelta. Persi la cognizione del tempo perchè secondo me, passarono forse anche quindici interminabili minuti prima che ritornasse nell'appartamento. Una volta rientrato, si avvicinò, mi ...