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Un compleanno di fuoco
Data: 11/01/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: crigio
... per portarmela alla bocca e gustarla. Altri stalloni sostituiscono i tre precedenti, mentre gli altri due continuano a lavorarmi il culo. “Dai, scopatemi!”, li esorto, voltandomi un momento indietro, e quello alle mie spalle si sistema meglio e comincia a montarmi come un vero toro. “Ti piace così, eh? Ti piace così, vacca che non sei altro?”, mi insulta. “MMMMMMM!!! Sììììììì, cosìììììììì!!!”. Faccio la troia per eccitarlo e la cosa funziona, visto che sento il suo arnese indurirsi e arcuarsi, premendomi la parte superiore dello sfintere. Poi, lo stallone ha la felice idea di risalire un po’, dilatandomi così l’anellino. La maggiore apertura è per me fatale: lascio andare i cazzi che stavo masturbando e sputo quello che spompinavo. Cado in avanti e le mie tettine sono entrambe alla mercé dello stallone che sta sotto, il quale non si risparmia e le stringe tra le mani e le succhia come se cercasse di estrarne qualcosa. I miei fianchi si agitano e il culo si scuote a destra e a sinistra. Mi protendo indietro e godo. L’interno cosce si bagna di umori e le due verghe mi scorrono dentro come se scivolassero sull’olio. Mi riprendo e ingoio la minchia alla mia destra; poi passo a quella davanti a me ed infine spompino quella a sinistra. Rifaccio il giro più volte, finché ognuna di quelle non mi disseta sparandomi in gola tutto il nettare prodotto dai rispettivi lombi. “Io sborro!”, annuncia, d’un tratto, l’uomo alle mie spalle, che estrae l’uccello e mi viene ...
... davanti. Mi strozza, piantandomelo in bocca e mi schizza dentro fiotti e fiotti di sperma calda e densa. Nel frattempo, cavalco come un forsennato il tipo che mi sta sotto e anche quello, dopo un po’, si sfila, si inginocchia davanti alla mia faccia e mi imbratta il viso col suo seme agrodolce. Io lo raccolgo e, con la mano fradicia, mi lubrifico la rosellina. “Ancora cazzi… mmmmmm… ancora cazzi…!”, chiedo, ubriaco. “Li hai fatti fuori tutti, amore!”, mi sussurra Enrico. Allora apro gli occhi emi guardo intorno. Gli uomini che mi hanno scopato mi circondano, esausti, come in attesa di qualcosa. “Tutti tranne uno!”, aggiunge il mio boy, che si sdraia sotto di me sulla coperta e, armeggiando col suo affare, con un colpo da maestro dal basso verso l’alto, mi impala spezzandomi il fiato. Poi mi stringe i fianchi e, puntando i piedi, comincia a scoparmi con movimenti sussultori, frequenti e incessanti. Non appena riprendo a respirare, mi appoggio a terra con le mani, ed inizio a twerkare sul ventre del mio gigantone, con le mie chiappe che ci rimbalzano sopra, sbattendoci contro sonoramente. Il mio culo burroso che sobbalza su quel poderoso cazzo deve essere un bello spettacolo per i presenti, i quali, nonostante la poca luce, riescono a vedere la mia cavalcata e si prodigano in apprezzamenti e complimenti. Enrico resiste qualche minuto. Annuncia il suo orgasmo con un rantolo: quindi, solleva il bacino incollandolo alle mie natiche e mi riempie col suo seme. Si sfila e mi ...