1. Una ninfomane e il suo cetriolo


    Data: 11/01/2020, Categorie: Etero Autore: Lee

    Ci si sveglia così: la testa frastornata da troppe poche ore di sonno, mentre quel rumore elettrico e metallico ti rimbomba nelle orecchie, cancellando la minima eco di quei sogni che stavi facendo. Rumore elettrico, come un ronzio nella testa.Il campanello suona. Suona ancora. Cazzo. Devo alzarmi. Mi avvolgo nell'accappatoio di spugna ancora bagnaticcio e con quell'odore di bagnato tutt'altro che piacevole, ancor di meno alla mattina.Che ore sono? L'orologio è oltre la metà, ma non vedo se sono i minuti o le ore.Fanculo. Mi muovo verso la porta bofonchiando qualcosa senza senso, sperando di far smettere quel dito che preme."Fanculo" lo dico, senza rendermi conto che ho appena aperto la porta e quello che esce è la prima parola forbita della giornata e risulta come saluto al mio interlocutore.Due occhi pieni di lacrime, due occhi castani di cui si vede solamente l'ombra dietro un alone liquido di lacrime e tanti capillari arrossati. Occhi rossi e un viso pieno di lacrime che mi guarda. Chi cazzo è? Non faccio in tempo a farmi la domanda che vedo quella che è poco più di una ragazzina in casa mia. Me la trovo con le braccia al collo, mentre piange ancora, a dirotto. Chi cazzo è? Non capisco cosa possa essere successo. è troppo presto e non capisco nulla. L'unica cosa che riesco a fare è chiudere la porta, come se il fatto di avere quell'essere attaccato addosso fosse la cosa più normale del mondo.Inizio a sentirne il peso, mentre cerco di muovermi, e allora le prendo la testa, ...
    ... forse le carezzo i capelli, castani, morbidi, lunghi fin oltre le spalle, ma arruffati, umidicci. Rialza di nuovo quegli occhi castani. Li guardo e lei tira su con il naso. Ha un viso da ragazzina, ma ora mostra tutti i suoi anni. è sulla trentina. Avrà la mia età. La faccia da rincoglionito della prima mattina probabilmente la rassicura, tanto che si stacca appena e si siede a terra, nell'atrio di casa mia e mi guarda.Noto solo ora che è anche vestita come una ragazzina. Soprattutto la lunghezza degli abiti è da ragazzina. Ha un paio di sandali alla schiava, con i lacci che le cingono il polpaccio fino a metà, tornito il giusto. Le cosce sono quasi completamente scoperte e messe in mostra da una gonnellina corta, liscia, nera, aderente alle forme delle sue gambe. Addosso solamente una maglietta, semplice. Questo era l'abbigliamento uscita da casa. Ora la gonnellina era spostata verso il basso, lacera e la maglietta strappata, tanto da mostrare l'assenza del reggiseno, quasi come uno spacco voluto, che mostra il solco di due seni sodi e grossi, nonostante la stazza minima di lei: sarà 1 metro e 60 e poco più di quaranta chili, ma avrà una quarta comoda.Mi fissa e tira su con il naso. Oltre alla mia elegantissima presentazione non riesco ancora a dire nulla. "Che cazzo�?" riesco a dire finalmente. Non che sia una frase di senso compiuto, ma lascia intendere qualcosa. Oltre che seduta ora tira le gambe ai seni, mostrando anche l'assenza di mutandine e un'umidità inconsueta sul ...
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