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Filippo - certe volte i sogni diventano realtà - 1
Data: 14/01/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: ennese80
Capitolo 1 Ormai sono anni che conosco Filippo, da quanto ha aperto il bar ed ho iniziato a frequentare quel locale Sono anni che lo desidero, lui sa che sono gay, è capitato di fargli qualche battutina ma solo in maniera amichevole. Filippo è etero, troppo etero purtroppo. L’ho visto fidanzarsi, diventare padre e diventare sempre più bello. Alto 1.72 circa, poco meno di me, castano rossiccio, con la barbetta lunga. Fisico nella media ma con bei pettorali, un culo da favola e una pancetta che me lo fa diventare di marmo all’istante. Ho fantasticato tanto su di lui e tante volte la mia mano è stata l’artefice del mio piacere mentre la mente immaginava il suo corpo. Ero rassegnato a non avverare mai questo sogno quando accadde l’impensabile. Era primo pomeriggio e mi trovavo a passeggiare senza una meta precisa. La cittadina in cui vivo a quell’ora era quasi deserta ed era piacevole stare immerso nei miei pensieri. Un clacson suonò e mi girai quasi scocciato credendo che fosse qualcuno che doveva passare e, vista la scarsa larghezza della carreggiata si annoiava ad aspettare. “Angelo” è il mio nome “Che fai?” era Filippo. “Hey ciao! Niente di che, due passi”. “Sali e ci facciamo un giro in macchina”. Sebbene non mi dispiacesse passeggiare accettai la novità e il poter trascorrere del tempo con lui. Non mi aspettavo minimamente la piega che avrebbe preso quel pomeriggio. “Ma sei sempre gay?” fu la domanda del cazzo che Filippo mi fece a ...
... bruciapelo dopo alcune chiacchiere di rito. “Sì, certo” risposi ridendo “Ma è vero quello che si dice su di voi?” “Cosa?” “Beh… ecco… che a succhiarlo siete i migliori” La zoccola che, anche se ogni tanto si nasconde, risiede in me prese il sopravvento “Fatti fare un pompino da me e valuta tu stesso” “Me lo faresti davvero?” Non volevo sembrare un assatanato e tenni per me il fatto che era il primo pensiero che avevo fatto non appena l’avevo conosciuto. Risposi semplicemente “Con piacere, che ti considero un bel ragazzo mi sa che te l’ho detto qualche volta”. Filippo mi sorrise e in breve ci ritrovammo in una strada fra dei boschi che circondano la mia città. Evidentemente il marpione si stava dirigendo già lì mentre parlavamo. Fermò la macchina, reclinò il suo sedile e, con un’espressione maliziosa sul viso, disse “Fammi vedere cosa sai fare”. Mi avvicinai a lui e accarezzai la patta. Il suo cazzo era già in erezione, evidentemente la situazione non gli dispiaceva. Slacciai la cintura, calai la zip e feci scivolare i suoi pantaloni. Il suo cazzo adesso era coperto solo dal cotone nero dei boxer. Mi avvicinai per catturarne l’odore, non mi aspettavo certo che profumasse di doccia appena fatta, visto l’orario usciva evidentemente dal bar, ma l’odore non era né troppo forte né fastidioso. Baciai il suo cazzo da sopra i boxer e con la mano ne sentii la consistenza. Gli sfilai quel tessuto nero, avevo troppa voglia di scoprire il suo cazzo e troppa paura ...