1. La porca della scrivania accanto


    Data: 14/01/2020, Categorie: Etero Autore: Giannismart

    ... il cazzo ormai gonfissimo. Sbottona l’ultimo bottone e prova stirarmi giù i pantaloni, io la aiuto. Per fortuna ho la copertina a proteggermi dallo sguardo dei passeggeri. A quel punto apre gli occhi e mi sussurra all’orecchio: “allarga le gambe porco”. Io devo ubbidire, ho bisogno di lei in quel momento. Allargo le gambe, sempre spallato sul sedile. I boxer non vanno via, ho il cazzo in erezione massima tutto ad un lato che chiede di essere liberato. Le ripeto pregandola: “ ti prego liberami, non ce la faccio più”. Mi sposta i boxer ad un lato e mi tira fuori il cazzo e le palle gonfissime. Comincia a massaggiarmi le palle, sapientemente. “Lo sai che non ti farò sborrare?” mi dice, “quindi non agitarti troppo perché non verrai qui, non ora”. Io non posso crederci che mi lascerà così, sono troppo gonfio per non godere fino alla fine. Lei continua a massaggiarmi le palle e io comincia a dimenarmi avanti e indietro. Deve masturbarmi e deve farlo ora. In un attimo sento che con l’altra mano mi stringe l’asta, senza lasciarmi le palle con l’altra e comincia a sbattere. “Si, sbatti forte” le sussurro. “Ti ho detto che non verrai, lo hai capito?” Non le rispondo, sono fiducioso che non mi farà così tanto del male. Penso che dovrei coinvolgerla nel momento di piacere, potrei trarne un vantaggio e così le infilo una mano sul seno. È sodo e alto. Il suo sguardo cambia in un attimo. La padroncina diventa subito più doma e sembra essere sorpresa. Continuo a strizzare il seno mentre ...
    ... lei aumenta i colpi del mio cazzo. Devo fare in fretta, mi sta massacrando e tra poco non sarò più in grado di muovermi. Cerco la zip della longuette, ma la trovo. Devo sollevarle la gonna, devo arrivare alle mutandine. Lei non si tira indietro, mi fa fare. Le sollevò la gonna e le abbasso velocemente i collant neri: ho già la mano sulle sue mutandine, ho la fighetta intera nella mia mano, la avvolgo completamente. Fa un sussurro e la vedo in difficoltà, più di prima. Le sfilo le mutandine, voglio la Sila fighetta libera: è liscissima. “Dimmi la verità, te la sei rasata per la trasferta, vero?”, le chiedo. “Fai tu”, mi risponde. Mi direzioni diretto al clitoride, è bagnata la porca. Non perdo tempo, comincio a massacrarle il clitoride aprendolo e sfregando forte. Comincia a dimenarsi. Contemporaneamente ha il mio cazzo in mano e non accenna a rallentare. Sento che mi sta diventando viola la cappella. Vorrei togliere quella comperata e godermi lo spettacolo. “Bagnamelo, mi stai tirando la pelle così”, le chiedo disperatamente. Non finisco di pronunciare quelle parole che me la ritrovo con la testa sotto la copertina con il mio casco in bocca. Mi prende dai glutei i mi spinge a se. Devo tenere la copertina con due mani, stiamo facendo un casino... Con il mio cazzo in bocca mi sussurra: “cosa aspetti a schizzarmi addosso, vuoi che ti lasci davvero così?”. Io impazzisco quando mi parlano mentre mi ducchiano. Non resisto un secondo in più: “Vengo, vengo... ti prego non ti fermare, ...