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Bella da morire
Data: 16/01/2020, Categorie: Etero Autore: ssbbw69
“Ieri notte ho ammazzato un uomo. La prego, non faccia quell'espressione...sì, lo so quello che ho appena detto. Che ho ammazzato un uomo, ma almeno prima mi lasci raccontare. Ne ho bisogno, sa? Non pensavo e invece da qualche mese sento il desiderio di raccontare quello che mi sta accadendo. Espiare, dice? Ah, mio caro, ma per desiderare l'espiazione bisognerebbe provare pentimento. E io non sono affatto pentita. Sì, certo, ho parlato di mesi, perché questa storia è iniziata cinque anni. No, forse sarebbe più corretto dire che questa storia è iniziata trentacinque anni fa.” La donna si accese una sigaretta e bevve qualche goccia di liquore che l'uomo le aveva versato in un bicchiere. Sospirò, chiuse gli occhi e si lasciò andare per qualche istante contro la spalliera della sedia. “Succede sempre nella stessa maniera. Li conosco tramite annunci sui giornali. No, non uomini qualunque. Li cerco sempre di mezza età e benestanti. Dopo un primo contatto telefonico, c'è l'appuntamento in un bar del centro per un caffè. Poi, ogni volta, ci si rivede a breve in qualche piccolo e discreto alberghetto di periferia, uno di quelli dove non fanno troppe domande e non chiedono documenti. “Sono come tu mi vuoi” è il mio soprannome. E questa cosa, agli uomini, piace moltissimo. Sono convinti di avere fra le mani una bambola che si agghinda secondo i loro voleri. Li fa sentire potenti. Essere bella mi aiuta. Perché lo so, di essere bella. Il resto lo fa il mestiere. Mi vede? Oggi ...
... sono Ingrid Bergman in Casablanca, ma ieri notte ero Gilda. Sì, la Gilda di Rita Hayworth. Se mi avesse vista! Parrucca rossa, ma una parrucca di gran marca, altissima qualità, capelli veri. E un abito di raso nero che mi fasciava il corpo. Lo spacco, i guanti lunghissimi. Sì, ero magnifica. Sono entrata nella stanza e lui era già lì, steso e nudo nel letto, come avevamo concordato. Gli ho sorriso. Mi ha detto che ero bellissima. Gli ho legato i polsi alla testata del letto. Portava bene i suoi cinquant'anni: asciutto, tonico, un bel corpo. E forse erano belli anche gli occhi e lo sguardo, ma ora non ricordo bene. In fondo, che importa? Aveva un cazzo enorme, ritto, già pronto. Di solito preferisco sentirmelo crescere in bocca, ma lui era un uomo vigoroso, gli era bastata la mia presenza per un'erezione immediata. Mi sono spogliata e ho tenuto solo i guanti. Sono montata a cavalcioni su di lui e gli ho premuto la fica contro la faccia. Era bravo, ci sapeva fare, sentivo la sua lingua andare e venire lungo la mia fessura e poi premere contro il clitoride. Sembrava volesse mangiarselo. Sono venuta inondandogli la faccia. A stento ho trattenuto le grida. Sì, sono sempre molto silenziosa. Il silenzio è importante. Poi gli ho chiuso la bocca con un bavaglio: oramai la sua lingua non mi serviva più. Mi sono spostata davanti a lui, perché mi vedesse mentre mi toccavo il seno e la fica. Era talmente eccitato che quando gli ho sfiorato la punta del cazzo con la lingua pensavo ...