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la mia ragazza - il centro commerciale
Data: 16/01/2020, Categorie: Etero Autore: desiderio46
... sbuffa con fare da bambina capricciosa ma non è arrabbiata, si direbbe divertita. Poi dice una frase destinata a funzionare da campanello d’ allarme per me “la novità c’è ma non si vede perché potrebbe non essere visibile” “hai comprato un nuovo completino intimo? ”Ancora non ci arrivo“ diciamo di sì, si tratta di un nuovo completo che non ho mai messo in passato ma non ho dovuto comprarlo perché, come dire, l’ ho sempre avuto ” Bingoo, ho appena realizzato che la mia ragazza è nuda sotto i vestiti e scopro di essere pervaso da un misto di agitazione e senso di impotenza… (tali sensazioni, che solo adesso comincio a controllare, ritengo siano dovute allo smarrimento di trovarsi di fronte ad una situazione tanto attesa e sognata ed aver paura di non saperla sfruttare come si deve). Infatti l’ unica cosa che riesco a fare è manifestare timidamente il mio dubbio circa la verità delle sue affermazioni. Lei allora prende la borsetta posata sul sedile posteriore e ne estrae un paio di mutandine ed un reggiseno bianchi e me li sventola sotto il naso a mo’ di prova. Hanno su di me la funzione di potente afrodisiaco, la mia regione pubica, fino a questo momento estranea a tutto quanto, ha un violento sussulto che dimostra la sua presenza. Ora finalmente comincio ad eccitarmi, la molla è scattata, sento erigersi dentro le mutande il membro e ritorno padrone della situazione“ già e chi mi assicura che quello nella borsetta non sia un completo di scorta e che tu ne abbia addosso un ...
... altro ? ” La provocazione sortisce l’ effetto desiderato in quanto lei si allunga sul sedile, abbassa la zip dei pantaloni ed in tono di sfida dice “ controlla tu stesso ” Non me lo faccio ripetere ed il resto del breve viaggio lo passerò con la mano destra intenta ad accarezzare la folta peluria, umida che trovo sotto la patta aperta. Il palpeggiamento non è agevole, a malapena riesco ad insinuarmi tra le grandi labbra, quando ci riesco le apro con le dita e cerco la fessura da percorrere con la mano. Lei è visibilmente eccitata ma si guarda in giro preoccupatissima. In realtà i rischi che dall'esterno si capisca qualcosa sono nulli. Arrivati, parcheggiamo, ci diamo una riassettata ed entriamo nella bagarre del centro commerciale. Vedo tutto sotto un altra luce, penso in continuazione al fatto che lei non ha indosso biancheria e mi sforzo di pensare se la cosa può essere notata. Mi rendo conto che non è così, la giacca copre il sedere e, sul davanti, anche se portata aperta, nasconde il petto. Come prima uscita ‘naked’ la mia ragazza ha scelto un abbigliamento da ‘massima protezione’. Pazienza. Mi limito a pizzicargli le chiappe per provare l’ ebbrezza di sentire la pelle sotto il tessuto ed ogni volta la vedo sussultare arrossendo. Proprio una di queste mie palpeggiate un po' più audace delle altre la convince a chiedermi di ritornare a casa. In macchina, sulla strada del rientro, ha luogo il secondo atto. La invito a guidare lei stavolta e le sfilo la giacca che poso ...