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Il promesso sposo (epilogo)
Data: 18/01/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: paolopi67
... Col telefonino mi collego a internet e cerco su Google immagini “lorenzo escort”: salta fuori una foto che mi ritrae nudo e a gambe aperte sul letto, in viso un sorriso ammiccante e sotto il mio cazzone duro. Scorro l’annuncio e leggo le tariffe: base 200 euro, pissing 300 e via dicendo….mi gira la testa…mi siedo su uno scalino e mi prendo la testa fra le mani…..ho voglia di piangere…. Rientro in silenzio a casa: Paolo sta parlando con un suo amico….”Sai, sto guadagnando davvero bene con Lorenzo…..lui è un bravo ragazzo ma è un coglione….non ha mai sospettato nulla….il suo unico valore è la sua bellezza e la sua porcaggine”. La rabbia mi assale: entro nella stanza e urlo, gli do del porco sfruttatore, del traditore, del bastardo…Paolo mi guarda con disprezzo e mi dice “e allora levati dal cazzo e vattene, promesso sposo frocione!”. Scoppio a piangere, vado in camera e fra le lacrime raccolgo le mie cose….un’altra volta questa scena già vissuta….senza dire niente esco da quella casa….salgo in macchina e parto senza una direzione…. Mi sento violato, tradito, umiliato. Sono sconvolto. Credevo in Paolo e un po’ cominciavo anche a provare qualcosa per lui. E ora sono solo come un cane. Ancora più solo. Dove posso andare ora? Vago per qualche giorno senza meta, dormendo in albergo e macinando chilometri in macchina attraverso l’Italia: per fortuna ho fatto un po’ di soldi facendo l’escort e almeno da questo punto di vista non ho problemi immediati. Ma non so cosa ...
... fare. Poi prendo una decisione: imbocco l’autostrada e mi dirigo a Milano. Lì, mi dico, posso rifarmi una vita…..forse. Ma nemmeno a Milano è facile: dopo qualche settimana alla infruttuosa ricerca di un lavoro il mio gruzzolo sta riducendosi sempre di più e a breve siamo punto e a capo…..cosa posso fare ora? Cosa? Una lampadina mi si accende in testa e una vocina dentro me mi dice: “Quello che sai fare meglio, Lorenzo!” Sono le undici di sera e la primavera milanese sta velocemente scivolando verso l’estate. Lungo uno dei viali di circonvallazione un’automobile elegante sfreccia e al suo interno, fra i sedili in pelle e gli accessori in radica, un distinto professionista cinquantenne scruta i marciapiedi, come alla ricerca di qualcosa. A un certo punto vede una sagoma, rallenta, guarda meglio e accosta sul ciglio della strada. Guarda meglio: gli sembra di avere un miraggio. Cosa è quello? Chi è quel dio greco fermo lì ad aspettare? Un bellissimo ragazzo moro, alto e muscoloso, col viso regolare abbellito da una barbetta incolta, due occhi scuri e un paio di labbra carnose. Una attillata canottiera bianca mette in risalto la sua carnagione scura, le sue braccia muscolose e il suo petto ampio coperto di pelo nero. Sotto indossa dei pantaloncini stretti e oscenamente corti, che fasciano un culo sodo e sul davanti evidenziano un pacco gonfio: due gambe tornite e muscolose coperte da un velo di pelo scuro completano la visione. Il signore abbassa il finestrino e dice ...