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Il promesso sposo (epilogo)
Data: 18/01/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: paolopi67
Ovviamente, dopo quel patatrac, il matrimonio saltò e in malo modo. Ero sconvolto e pentito e, dopo che mia madre, la mia fidanzata e la mia futura suocera se ne furono andate, urlando, dalla scena del crimine anche il mio amante prese velocemente le sue cose, si rivestì e scappò via da quella situazione imbarazzante in cui lo avevo cacciato. Rimasi solo, nudo e tremante, su quello che sarebbe dovuto essere il mio talamo nuziale e che invece la mia porcaggine aveva tramutato nel set di un bruttissimo film: rimasi basito e immobile per un po’, fissando nel grande specchio attaccato alla parete la mia immagine. Vedevo un bellissimo uomo, moro, col petto largo e coperto di pelo, braccia muscolose e gambe possenti, grosse e scure per il bel pelo. Vedevo anche il viso di quell’uomo, bello anch’esso, con grandi occhi scuri, mascella larga e maschia, labbra carnose e rosse. I capelli neri erano smossi e spettinati e ricordavano l’agitazione dei minuti appena conclusi. Vedevo nello specchio il mio sguardo sperso e attonito, come se non capissi che cosa era appena successo e il casino che era scoppiato: quasi non mi rendevo conto che era tutta colpa mia e che solo per la mia voglia di cazzo, recentemente scoperta, mi ero cacciato in quella situazione. E realizzai che niente sarebbe stato più come prima….e allora piansi, piansi, piansi a lungo rannicchiandomi nudo sul letto mentre la sera scendeva ad illuminare sempre più fiocamente quella che sapevo non sarebbe stata mai ...
... la mia camera nuziale. Vagai tutta la sera e dormii, o almeno cercai di farlo, in macchina: non avevo il coraggio di tornare a casa e affrontare la mia famiglia. Immaginavo il caos di lacrime e urla che era seguito a quanto era successo. Immaginavo il dolore e la rabbia di Valentina, tradita in quel modo sul suo letto di nozze. Immaginavo sua madre che cercava di consolarla con ancora negli occhi l’immagine oscena del suo futuro genero nudo che saltava su un cazzone. Immaginavo mia madre piena di vergogna che era subito corsa in lacrime da mio padre a raccontargli quanto accaduto, lasciandolo attonito e facendolo esplodere di rabbia e vergogna. Rimasi fuori un paio di giorni, tanto ero in ferie dal lavoro, vagando senza mangiare e senza lavarmi, con ancora addosso il sudore e l’odore dello sperma di Paolo: non sapevo cosa fare. Non sapevo dove andare. Alla fine mi feci coraggio e a testa bassa rientrai a casa: avrei chiesto scusa ai miei, sicuramente sarei scoppiato a piangere e avrei cercato di spiegare loro il perché di quel guaio….forse avrebbero capito….in fondo ero ancora loro figlio…. Mi mi sbagliavo: appena entrato scorsi mia madre in cucina: appena mi vide scoppio in lacrime e chiuse violentemente la porta….feci appena a tempo a dire “Mamma, dai!”. Attratto dal rumore mi venne incontro mio padre: incontrai subito il suo sguardo. Non vi era né tenerezza né comprensione. Si fermò davanti a me e mi guardò con rabbia e disprezzo. Provai a guardarlo ma mi ...