1. Razionale e Irrazionale (reposted)


    Data: 22/01/2020, Categorie: Etero Autore: Paoletta80

    ... la prima volta ti ho visto in azione in una delle tue passioni, l'insegnamento. Mentre ero lì ad attendere però, mi sono tornate in mente le tue parole. Le giovani donne da cui hai tratto piacere senza dare ed offrire nulla, la tua totale assenza di coinvolgimento che ti ha portato all'inerzia. Ti ho seguito in dipartimento, nel piccolo ufficio dove per anni hai sfamato i tuoi appetiti sessuali con fugaci pasti. Mi sentivo a disagio, volevo andarmene. I tuoi occhi freddi, inespressivi mi inquietavano. Il mio viso non sa mentire, ti sei accorto dei miei pensieri e mi hai bloccata proprio mentre afferravo la maniglia della porta. È stato inutile ribellarsi. Mi hai spinta con la guancia contro il muro, mi hai tirato giù i jeans e gli slip e con una mano hai torto il mio braccio destro dietro la schiena, il sinistro bloccato con l'altra tua mano sul muro. Non so in quale nebbia fosse avvolta la tua mente quando ti sei insinuato con violenza dentro di me. I tuoi colpi forti, decisi, dolorosi. Il tuo respiro affannato sulla nuca. Le mie lacrime trattenute più per stupore che per orgoglio. Non sei riuscito a lasciarti andare, ti sei fermato prima, il senno ritrovato non ti ha concesso di continuare. Mi hai liberata, sei rimasto fermo ed in silenzio mentre io mi rivestivo, dandoti le spalle. Ti ho detto che se questo era ciò che avevi da offrirmi, ne avrei fatto a meno. Mi hai raggiunta all'uscita della facoltà. Mi hai stretta forte incurante degli studenti che ti guardavano ...
    ... stupiti. Ricordo le tue parole chiedendomi scusa. Mi temevi, temevi la mia vitalità. Solo nell'esatto istante in cui hai compreso che stava svanendo tutto, ti sei reso conscio che non c'era nulla di cui aver paura. Eri pronto a lasciarti andare. È stato necessario quello scontro? Probabilmente sì. Mi avvicino. Ti accorgi di me. Le tue labbra si schiudono in un sorriso. Ti bacio sulla fronte. Mi respiri il collo, poi ti alzi e prepari il caffè. È in questi minuscoli frammenti di silenzio che le nostre menti si trovano e si accolgono. Non servono parole. Basta guardarci per averne conferma, mentre beviamo il tuo caffè. Ti siedi sul bracciolo del divano e tendi le braccia verso di me. Mi accomodo tra le tue gambe, poggi la testa sul mio seno. I colori della stanza sono uno specchio del blumbeo cielo esterno. Il mio accappatoio e la tua camicia bianchi, il nero del divano e del caffè, i tuoi capelli screziati d'argento. Unico tono vivo, i tuoi occhi celesti. Alzi lo sguardo verso il mio viso, in quell'espressione disarmata e interrogativa che hai solo quando guardi me. Mi chiedi come ho fatto io ad entrare così prepotentemente in te, a portare il caos nelle tue ferree regole, a farti smarrire il tuo ordine. Ti sorrido. Non c'è risposta. Da quando quello sguardo è sul tuo volto, una nuova ruga è comparsa sulla fronte, ed ora, anche quando la tua pelle è distesa, è evidente. Non c'era qualche settimana fa, ne sono certa. Le conosco tutte, le bacio e le sfioro ogni giorno. Apri la mia ...