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Tra speranza e destino
Data: 24/01/2020, Categorie: pulp, Autore: Alba17
Sono Abeona. La dea accompagnatrice degli emigranti. No, non sono io che li aiuto, non è quello il mio compito. Non è che non voglia, capiamoci, ma non ho questo potere. E pure li accompagno. E potrei parlare di loro all’infinito, dagli inizi del fenomeno, nei vari secoli. Ma non basterebbe un racconto, nemmeno dieci a dire la verità, e non basterebbe mai il tempo per raccontarvi. E voi non avreste mai quello di leggermi. Vi annoiereste prima che io finisca. Qualcuno di voi si potrebbe contrariare, altri hanno da fare, nei lettori più vecchi potrei toccare ferite, ricordando i sacrifici, i pericoli, quando anche loro sono dovuti andare a cercare un futuro migliore. Le persone care che hanno dovuto lasciare in quei posti, ricorderei il loro doversi dividere tra gli amori della gioventù e la necessità di trovare qualcun altro per creare una nuova vita. Ricorderei il cuore diviso a pezzi, senza l’ affetto dei propri cari, in una terra sconosciuta. Ricorderei la nostalgia che li prendeva ogni volta per la terra natia, di come diventa potente, tanto che alla fine dei loro giorni decidono di ripartire per il paese dove sono nati, per respirare l’aria che tanto bramavano in terra straniera, con lo scopo di passare gli ultimi giorni in santa pace, rendendosi conto con rammarico che nulla è più come prima. Adesso arrivo al dunque. Vi chiedo scusa se ho divagato. Il mio compito è raccontarvi dei sogni di un emigrante, per questo motivo li accompagno nel loro viaggio. Appena qualcuno ...
... decide di partire, io devo essere lì a vedere i preparativi. Perché per iniziare il viaggio un emigrante deve prepararsi, e non è la solita valigia . Per cominciare questa strada piena di aspettative e difficoltà, prima di tutto ci vogliono dei soldi, tanti... Aspetta, per chi non capisce un Acca di quello che sto dicendo, perché non si è mai mosso da dove è nato, forse è meglio che prenda un esempio concreto. La storia che voglio raccontare è quella di due giovani che partono dal Ghana. Sono sposati da poco, economicamente non stanno male, hanno pure una casa, ma la situazione politica non è tra le migliori. Hanno sentito che andare da qualche parte in Europa, è il paradiso. Giovani e pieni di sogni, di speranza, di voglia di una vita migliore, senza il pericolo di sentirsi minacciati nella vita, vendono la casa, il loro nido d’amore, e partono con altri come loro. La strada, come dicevo, è lunga, piena di pericoli. Se da racconti avevano già sentito, adesso lo stanno verificando con i propri occhi. Dal Ghana arrivare fino in Libia non è proprio una passeggiata. La prima parte è abbastanza facile, arrivano fino in Niger o più precisamente a Niamey. C’è acqua, ci sono le strade, non devono soffrire né la fame, né la sete. Il viaggio si fa più duro quando devono passare il deserto del Sahara, vi lascio immaginare la difficoltà, ma alla fine arrivano al porto di Misurata, sulla costa libica. L’indomani, quando il Mediterraneo sarà più tranquillo, partiranno. Sono felici di essere ...