1. Tra speranza e destino


    Data: 24/01/2020, Categorie: pulp, Autore: Alba17

    ... arrivati fino in Libia. Non credete che sia facile, perché il pericolo della strada è altissimo, il rischio di essere venduti come carne da macello è dietro l’angolo. Hanno visto con i loro occhi compagni di viaggio spariti non si sa perché, ma loro immaginano i motivi: organi umani freschi hanno un valore, nessuno si fa scrupoli. Hanno imparato a farsi i fatti loro. Stanno sempre attaccati per evitare qualsiasi spiacevole imprevisto. In più lui è un giovane forte, nel suo paese faceva pugilato, quindi forse agli accompagnatori conviene tenerlo più come amico che come nemico. E l’indomani arriva. Basta poco per toccare il cielo con un dito, il loro sogno sta per diventare realtà. Abbraccia forte la sua giovane moglie, i loro occhi si illuminano. “Amore!- le dice- ce l’abbiamo fatta. Domani saremo in Italia. Poi magari con un po’ di fortuna possiamo spostarci in Francia, dove non c’è tutto questo flusso di immigrati.” Lui ha un amico lì che li ospiterebbe volentieri. Lei è stanca, ma felice per il futuro che li aspetta. Danno l’ultima rata dei soldi agli organizzatori e salgono su un gommone largo e lungo. Con loro hanno pochi vestiti, un pò di cibo, il necessario per arrivare a destinazione. Non serve altro. Ormai ci sono. Il gommone parte. Lei ha un brivido di paura, ma lui la stringe a se per rassicurarla. Sorride la sua donna, con quei denti bianchi di avorio che tanto lo fanno impazzire, con quegli occhi neri, più scuri della notte, che brillano d’amore per lui. Si ...
    ... abbracciano ancora. “Tra poco ci siamo”- le sussurra. Lei annuisce. Sono sul gommone, non si sa da quante ore. Da lontano si vedono le luci di un paese. “Quella è l’Italia”- osa esternare qualcuno. Si mettono ad applaudire. “Buoni.”- ammonisce uno degli accompagnatori e loro cercano di placare l’entusiasmo. Ancora poco e ci sono. Ma arriva una maledetta telefonata. Sentono gli scafisti agitarsi. I due accompagnatori che cominciano a parlare a voce alta, a dire di scendere, di buttarsi in acqua perché tanto il porto e’ lì vicino e ci arriveranno a nuoto tranquillamente. Qualcuno si oppone. Cominciano parolacce, insulti: “Buttati cazzo, buttati! Se non lo fai, finiamo male tutti. Vedrete che adesso che ci hanno notato, si accorgeranno che vi abbiamo buttati in acqua, e verrà subito la guardia costiera a portarvi sani e salvi sulla terra ferma.” Ubbidiscono, nonostante un vento fortissimo attanagli l’orizzonte. Il mare si agita. L’acqua è fredda. Uno non vuol sentire ragione, si è aggrappato al bordo del gommone ripetendo di continuo che non sa nuotare. Lo colpiscono dietro la nuca. Cade in acqua con gli altri. Forse vivo, ma non per molto. Il motore del gommone si riaccende. Come un cane rabbioso, intaglia il silenzio della notte. Sparisce. La nostra coppia nuota assieme. Lei ha freddo, comincia a digrignare i denti. Anche lui ha freddo, ma non lo vuol far vedere. “Amore, appoggiati a me. Tra poco ci verranno a salvare, lo hanno detto anche gli scafisti” Fa come le dice. Lui nuota ...