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La storia di Anna (CAP VII)
Data: 25/01/2020, Categorie: Etero Autore: Pensionato
... la verità, e nel tentativo di penetrarlo sentii che il vecchietto era venuto e il suo sperma colò fino alla mia bocca. Seguitai a leccarlo nel tentativo inutile di rianimargli il pene. Enrico si scusò con un sorriso che mi fece tenerezza ed io, un poco delusa per quel mezzo fallimento, feci l'atto di rimettermi la vestaglia, ma Giovi, che intanto stava aiutando il padre a ricomporsi mi fermò: “Aspetta, puttana, che te ancora non hai finito!” A quelle parole rimasi interdetta e dopo un rapido saluto ad Enrico, comincia a fantasticare su quello che mi aspettava. Ma la realtà, come al solito, superò la fantasia. Di lì a poco rientrò Giovi seguito da Massimo, il giardiniere. Era una persona sgradevole, sulla cinquantina, peloso, sempre sudato perchè abbondantemente sovrappeso, e con un ridicolo riporto che cercava di nascondere una calvizie oramai senza speranza. “Ecco l'oggetto dei tuoi desideri” disse Giovi indicandomi, “Non credere che non ti abbia visto quando ti seghi guardandola prendere il sole a bordo piscina. Puoi farle quello che vuoi.” Ecco che quella che doveva essere la mia vendetta mi si ritorceva contro, ma si sa, non tutti i mali vengono per nuocere. Mi sistemai ...
... sul letto mentre Massimo cominciò a sbottonarsi la salopette e tirò fuori un arnese già in tiro che in verità mi sembrò alquanto sporco con residui bianchi che forse erano i resti delle sue seghe. Si avvicinò al mio viso e fui assalita da un odore non proprio afrodisiaco ma comunque dischiusi le labbra e lo accolsi in bocca e cominciai a succhiarlo, mentre lui con la sua mano pelosa esplorava la mia figa ed all'improvviso fui trafitta da un palo ( era solo il suo medio, ma era grosso come un palo) che mi fece inarcare e sentire una scossa che mi squassò tutte le viscere. Invitai Giovi ad avvicinarsi, che non si fece pregare, e lasciata quell'immondizia che avevo in bocca lo baciai profondamente perchè anche lui potesse gustare quel sapore che mi aveva lasciato il giardiniere. Quello che mi sorprese fu che Giovi non si ritrasse, anzi partecipò attivamente come se ripulisse una coppetta di gelato. Dentro di me pensai che cosa mi avrebbe riservato ancora quella serata. Ma ora si è fatto tardi e devo rientrare, mi disse facendo una smorfietta come se avessi capito non so che cosa, ma non ti voglio far stare sulle spine ed allora ci vediamo domani mattina sempre qui con il seguito”.