1. Posto di blocco parte 3


    Data: 27/01/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: archer81

    Passai una notta ancora più agitata della precedente sia per il dolore che sentivo al mio povero sedere che era stato massacrato da Rocco quella sera sia per la paura che avevo per quanto sarebbe potuto nuovamente succedere.
    
    Al mattino decisi di chiamare in ufficio fingendo di non stare bene e delegando ad un mio collega la gestione della pratica di Rocco.
    
    Erano circa le 4 del pomeriggio quando sentii suonare al campanello della porta sul pianerottolo. Pensai si trattasse come al solito della mia vicina di casa che, non avendomi visto uscire la mattina, voleva sapere se era tutto a posto.
    
    Non guardai neanche dallo spioncino, sicuro com’ero che dall’esterno nessuno si sarebbe potuto infilare nel palazzo, ed aprii la porta girando la chiave e togliendo il catenaccio.
    
    Appena scostai la porta mi ritrovai improvvisamente scaraventato a terra in quanto dall’esterno avevano approfittato dell’apertura per fare irruzione nel mio appartamento cogliendomi di sorpresa.
    
    Appena mi ripresi dallo spavento e dalla botta alla spalla rimediata nella caduta misi a fuoco la scena che mi si prospettava davanti: tre individui in divisa tra i quali riconobbi immediatamente Rocco con un sorriso beffardo.
    
    Il secondo era senza ombra di dubbio il collega del posto di blocco che lo affiancava due sere prima quando mi avevano fermato mentre il terzo era un ragazzo biondino che avrà avuto circa 25 anni.
    
    Rimasi impietrito e terrorizzato per quello che stava succedendo e per ...
    ... l’evoluzione che la situazione avrebbe potuto avere.
    
    Mi aspettavo che mi avrebbero aggredito e malmenato prima ancora di abusare nuovamente di me ma le parole di Rocco mi sorpresero ulteriormente: “Cosa fai lì per terra? Non ci offri nemmeno un caffè?” proruppendo successivamente in una sonora risata.
    
    Come un automa mi diressi in cucina dove cominciai a preparare il caffè con il poliziotto più giovane appoggiato allo stipite della porta che controllava ogni mia mossa.
    
    Trovai gli altri due poliziotti in salotto comodamente seduti su due poltrone e servii loro il caffè sedendomi sul divano accanto al giovane biondo in divisa.
    
    Rocco riprese a parlare: “Sai, quando oggi il tuo collega mi ha chiamato per dirmi che si sarebbe preso cura lui della mia pratica mi sono preoccupato che ti fosse successo qualcosa e quindi sono venuto con i miei colleghi Riccardo e Lorenzo a sincerarmi che tu stessi bene” e scoppiò nuovamente in una risata.
    
    Scoprii così che il ragazzo giovane si chiamava Lorenzo mentre il collega suo coetaneo si chiamava Riccardo.
    
    “Dimmi un po’, qual è il problema?” riprese Rocco “hai forse paura di me?” ridendo sempre più sguaiatamente.
    
    “Adesso da bravo vieni qui e trovi il modo per farti perdonare per lo scherzetto che mi hai combinato” continuò.
    
    Rimasi fermo sul divano con lo sguardo fisso a terra imbarazzato ed impaurito senza avere il coraggio di una parola o di un’azione.
    
    Passarono alcuni istanti al termine dei quali prese la parola Riccardo: “Su da ...
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