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La sigaretta
Data: 31/01/2020, Categorie: Etero Autore: Svizzer8-1974
Quella sera avevo appena finito il turno al bar, era stata una serata pesante, non è facile per una ragazza andata via di casa per i disguidi ed i dissapori che ogni giorno attanagliavano il rapporto tra i miei genitori, riuscire a mandare avanti la baracca da sola. Ero stanca e non avevo voglia di fare un altro turno in quello squallido posto. Tornando a casa mi tornò in mente l’idea che avevo avuto appena andata via da casa di prostituirmi, da una parte mi veniva da ridere ma dall’altra…soldi sicuri, niente più turni, …e poi ero una ventunenne mozzafiato. Certo la mia timidezza credo mi avrebbe bloccato ancora una volta e domani sera sarei tornata a fare il turno al bar come sempre. Ma le cose arrivano quando meno te le aspetti e per riprendere il discorso, tornando a casa mi affianca un quarantenne e mi chiede se ho da accendere, al che mi fermo, tiro fuori l’accendino e gli accendo la sigaretta. Prontamente mi ringrazia e dice che non sa come sdebitarsi e non so se spontaneamente o meno gli rispondo che un po’ di soldi non farebbero male. Non so se avesse intuito la mia voglia di smetterla col mio passato o la voglia che mi era venuta di farmi finalmente scopare da qualcuno dopo un po’ di tempo che non prendevo un bel cazzo, ma ormai l’avevo detto e quel tipo credo che fosse in giro giusto per cercare qualche troietta da scopare. Lui mi sorride e mi dice che per avere dei soldi non è sufficiente accendere una sigaretta. Prontamente gli chiedo quanto fosse ...
... disposto a darmi per avermi tutta la notte. Mi afferra la mano, tira fuori dalla sua tasca un mazzetto di soldi che ad occhio e croce non erano meno di una paga mensile al bar, o magari anche di più. Rimango senza fiato e inizio a ridere come una matta. Non sapevo ancora se ero più contenta per i soldi che per il fatto che tra un po’ mi sarei ritrovata col suo cazzo tra le manie ed a questo punto speravo che fosse abbastanza grande, si abbastanza ma non enorme, così magari il mio desiderio di sesso anale si sarebbe potuto esaudire. Ero spaventata e ridevo, e dopo aver pensato al suo cazzo dentro al mio culo mi spaventai ancora di più. E SE NON M IO FOSSE PIACIUTO, o peggio, e se fosse un maniaco o un pervertito? Ok il pervertito ci stava, anche perché non credo che io fossi da meno. Mi propose di salire nell’ albergo ad ore, era giusto lì, entrammo ed il portinaio ci chiese un documento. La cosa mi rese meno nervosa e salimmo in camera. In camera tornai ad essere un po’ nervosa ma ero ormai bagnata, non vedevo l’ora che mi facesse qualcosa. La qualsiasi. Mi tirò indietro i capelli e comincio a baciarmi sul collo e mi spogliò lentamente ed in modo sensuale. _che ne dici di farci una doccia? Va bene, vado prima io. Non appena finì ci entrò lui. Lo aspettavo ormai nuda dentro al letto e iniziai a toccarmi, non volevo ma stavo impazzendo. Finalmente arriva e si piazza davanti a me con l’asciugamano in torno alla vita. Il cazzo non glielo avevo ancora visto, si era spogliato ...