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La prof.
Data: 31/01/2020, Categorie: Etero Autore: alcazar63
Dopo il divorzio, passato il primo impatto devastante e deprimente, mi sono deciso a frequentare una chat per incontri. Anche se non più un ragazzino mi sentivo molto attivo e avevo voglia di bere la vita ad ampie sorsate. Così incontrai L., una elegante signora molto colta, di piacevole conversazione. Una bibita, due chiacchere abbastanza formali, visto il primo incontro reciproco, conoscitivo. Tuttavia il mio sguardo insisteva impúdico su di un particolare che già mi aveva attratto osservando le sue foto: una scollatura profonda provocata da una intenzionale (l'ho scoperto dopo) slacciatura di diversi bottoni della sua camicetta bianca. Quasi come ad un adolescente ho sentito il cuore incominciare a battere forte e a spingere tutto il mio sangue passionale verso i due poli opposti del mio corpo, il volto e .... Siamo usciti dal bar ma abbiamo voluto continuare la nostra conversazione nella mia auto. Quasi come consapevoli, entrambi cercavamo un po' di privacy, recíprocamente attratti, indubbiamente, lei dal mio rossore ed io dalle sue labbra e dalla sua lingua che insistentemente le umettava. Il clima in auto è incominciato a farsi cocente. I nostri discorsi spaziavano ormai toccando le rispettive esperienze, deviando sempre più spesso su qualche particolare più intimo, sino a sfiorare lo scabroso, senza tuttavia mai scadere nel volgare. La libertà se la stavano ormai prendendo invece le nostre menti ed i nostri sguardi, mentre poco a poco le nostre ...
... mani si facevano spingere da quelle fantasie, in parte rivelate ed in parte nascoste, e si avvicinavano sempre più agli oggetti dei reciproci desideri. Analogo destino seguivano le nostre bocche, sussurravano cose sempre più audaci e sempre più a bassa voce, quasi a volerci constringere ad avvicinarci. Sino al desiderato bacio, umido, profondo, e all'incontro delle nostre lingue avide. Le mie mani scorrevano sulla sua camicetta e avanzavano con intenzione verso i sospirati seni più volte immaginati. Lentamente, per farsi desiderare e a far aumentare in lei il piacere con la dolce tortura dell'attesa e dell'aspettativa. Raggiunsi un suo túrgido capezzolo, con le dita, lo strinsi dolcemente. Un fremito Un sospiro profondo Un inarcamento in avanti del busto quasi ad offrire l'ambito premio desiderato tanto. Mentre la sua lingua mi penetrava totalmente come io avrei voluto fare con lei e come avrei fatto qualche sera dopo. Erano ormai passati alcuni giorni. Mantenavamo il fuoco acceso attraverso chat notturne. Il gioco era molto simpático ed era un nostro piccolo ancolo di paradiso. Cominciavamo a chiacchierare del più e del meno, letture, film visti etc. All'improvviso uno di noi due sapeva cogliere l'attimo opportuno e lanciava una piccola provocazione, un doppiosenso magari. La fiamma si accendeva in un attimo e in un attimo divampava. Sembrava che ci potessimo sentire ansimare avvinghiati l'uno all'altra. Quella sera lanciai ...