1. Insonnia molesta


    Data: 02/02/2020, Categorie: Etero Autore: Aleternative

    Erano ormai due settimane che non riuscivo a prendere sonno regolarmente. Avevo provato con una tisana rilassante, persino con la valeriana, ma non cambiava nulla. Una sorta di irrequietezza mista al desiderio di osservare la notte, ascoltare il silenzio e gustare la pace dei sensi, aveva preso il sopravvento. In effetti, più che una pace, era una strana sensazione, quasi di piacere. Come disarmata da un surreale ovattato in cui “sogno e desiderio” hanno contraffatto il reale, mi giravo e rigiravo nel letto, ma quella sensazione a metà non mi lasciava rilassare. La faccia sotto il cuscino, lo strusciamento contro le lenzuola. E quando questo aumentò mi dovetti fermare per l’eccitazione del mio corpo.
    
    Iniziai a tastarmi le gambe, risalendo fino ai seni con fare leggero e poi palpeggiando con più decisione fino a strizzarmi letteralmente le mammelle con un gesto languido e profondo. A questo punto non vi era dubbio: ero completamente eccitata. Le punte dell’indice e del medio della mia mano destra – dopo essersi allungata sul ventre fino a sopraggiungere all’interno delle cosce - erano umide delle mie stesse mucose. Una sensazione tanto piacevole che mi separava completamente da pudore e vergogna.
    
    Mi alzai e andai in bagno per sciacquarmi il viso e dietro al collo. La pelle umidiccia e appiccicosa richiedeva di restare nuda, carezzata da quella brezza impercettibile all’interno di un appartamento, ma che da comunque un senso di piacevole freschezza.
    
    Arrivai di fronte ...
    ... alla finestra della cucina sfruttando i riflessi di luce che venivano dall’esterno. Notai che qualcun altro non riusciva a dormire sul terrazzo al nostro fianco. Volevo vedere, volevo osservare chi come me - a alle tre di mattino - non prendeva sonno. Piano piano aprii la finestra per affacciarmi leggermente. La nostra finestra rimaneva completamente al buio nell’angolo, mentre il loro terrazzo – distante ma nemmeno così lontano – era illuminato da luci soffuse di candele. La mia attenzione fu catturata da una scena sorprendente: cuscini disseminati su un lettino molto largo e un ragazzo che se ne stava disteso come un pascià in un harem, nudo ed appagato con le gambe incrociate. All’improvviso comparve una donna, nuda anche lei. Cominciò a contorcersi di fronte al ragazzo, come un serpente racchiuso in un corpo di femmina che però non poteva più contenere e che presto sarebbe potuto esplodere. Strusciando sulle lenzuola in breve fu a ridosso del corpo nudo del maschio, continuando ad ondeggiare fino ad immergersi con il capo ed il busto fra le gambe del ragazzo. La testa iniziò ad andare su e giù ritmicamente. Sentii un fremito lungo tutto il corpo immaginando il piacere che stavano provando entrambi; mi s’irrigidivano le gambe come se fossi sul punto di prendere il volo. Notai che il ritmo si fece più calzante finché lui le afferrò la testa con tutte e due le mani, rallentando il ritmo, ma facendole sobbalzare il capo all’indietro, come se ne stappasse l’asta dalla bocca; ma ...
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