1. La pizzata di squadra


    Data: 04/02/2020, Categorie: Etero Autore: Kinglove

    ... pizzeria e non posso non notare che alleno proprio delle belle ragazze. Sarà che han preso l'occasione per vestirsi "in tiro", sarà che esce il lato femminile per alcune occasioni particolari oppure che dopo la pizzata hanno in programma altro, ma in quella serata mi sentivo ancor più responsabile verso di loro, l'unico maschio accanto ad una dozzina di ragazze che non passavano di certo inosservate e, sinceramente, ero anche orgoglioso.Ognuna vestita con il proprio stile, un paio in tuta, un altro paio ancora un po' infantili nei loro vestiti passati di moda, ma la maggior parte sembrava dovesse andare ad un matrimonio, contornate da tutti quei braccialetti, tacchi, trucco più o meno marcato.Entro per primo nel locale con un sorriso a 32 denti, sapendo che al seguito sarebbero entrate 12 belle ragazze, consapevole che molti avrebbero pensato alla mia fortuna. Le lascio sedere dove preferiscono e lasciano libero il posto a capotavola. Di fianco a me Laura e Dany, 2 tra le ragazze uscite per ultime. Noto subito che, a differenza di tutte le altre compagne, spensierate e festose, Dany aveva un velo di tristezza, un sorriso forzato, un'immagine che cozzava con l'ottimo gusto che aveva avuto nel presentarsi per la serata, con un trucco lievemente marcato che risaltava il colore celeste degli occhi, un fondotinta su tutto il viso e grossi orecchini ad anello alle piccole orecchie. Stava spesso al cellulare e mentre io scambiavo battute a distanza con le altre compagne, guardavo ...
    ... di sotterfugio Dany mentre alternava pigiate con le dita a lanci sul tavolo dell'oggetto ormai divenuto indispensabile ad ognuno di noi.No, non mi convinceva affatto, ma il pensiero sulla sua inquietudine lasciò spazio allo stupore quando s'alzò dal tavolo per andare a telefonare: minigonna nera, calze scure con scarpe tacco largo da 12 cm che le facevano arrivare a 1.80 d'altezza e che accompagnavano quelle gambe affusolate e leggermente muscolose. Non potei non guardare quel culetto allontanarsi dal tavolo, così ben fasciato ma che non lasciava immaginazione alla sua forma, che ben si notava. Al rientro dalla telefonata fu ancora più attraente, con la sua maglia grigio chiaro aderente e una giacchettina bianca, aperta. Risaltava in quel modo un seno più prosperoso di quanto credessi. La scarpa, nera aveva la punta con brillanti e plateau, anch'esso nero. L'ammiravo, spudoratamente, mentre si avvicinava al tavolo. Si tolse la giacca e restò con la maglietta aderente senza maniche, che lasciava intravedere un tatuaggio sulla spalla, zona deltoide. Si mordeva le labbra, risaltate da un rossetto rosso acceso e gli occhi erano tristemente umidi.La fissavo, e fu Laura a rompere il ghiaccio. "Era lui ?" le fece con tono grave. Annuì, con gli occhi bassi. "Ti fa storie perché sei uscita con la squadra?". Altro cenno affermativo con il capo. Attimi di silenzio e finalmente aprì bocca "Dice che sono una troia, che non devo più chiamarlo, che gli racconto balle e che se mi vede mi fa ...