1. La Cavallona


    Data: 05/02/2020, Categorie: Etero Autore: Bastino9

    ... uscire dall’ascensore in modo diretto esclamò: lei è un tipo interessante da conoscere. Aveva visto qualche cosa in me ? potevo agganciarla! Da allora ci incontrammo spesso al bar, ai giardinetti, a mezzogiorno davanti ad un trancio di pizza; mi stava rivoltando come un guanto, me ne accorgevo e la lasciavo fare: mi piaceva. Arrivò il momento in cui dissi a mia moglie stanotte resto fuori. Me l’aspettavo che prima o poi me lo dicessi. Quella sera salimmo insieme io e Rosy la quale fermò l’ascensore al piano di sotto e si diresse verso l’appartamento sottostante al suo, aprì la porta ed entrò: io dietro di lei. Come mai qui? Due appartamenti? chiesi attonito Si, erano poco più che due monolocali entrambi in vendita ed io li comprati entrambi, li ho ristrutturati; ho fatto il piano giorno sopra ed il piano notte sotto collegandoli con una scaletta interna geniale? siamo entrati da sotto per evitare che tua moglie ci spiasse, sai per lei sono la puttana!. Rimasi senza parole, confuso ed imbarazzato. Non ti scervellare a capire, me l’ha detto la portiera grande amica di mia madre e mia; tua moglie odia le donne, non ama più gli uomini e odia naturalmente se stessa. Finendo di parlare sia avviò verso al porta e guardandomi mi disse: se vuoi resta altrimenti vai a consolare tua moglie. Rimase con il battente aperto mentre io cercavo di rimettere insieme le idee, mi avvicinai alla porta e la chiusi. Eravamo nell’ampio soggiorno, lei si tolse la giacca e la gonna del tailleur che ...
    ... scalciò via lontano e rimase in reggiseno e tanga; io di fronte a quel susseguirsi di avvenimenti e notizie ero rimasto terribilmente stordito. Si avvicinò a me e l’afrore del suo corpo misto alla fragranza del suo profumo finirono con l’annientare le ultime mie capacità; le sue dita affusolate e curate mi stavano svestendo con accorta malizia, avevo tolto le scarpe ed i calzini, lei fece scivolare il pantalone che anch’io lo scalciai lontano e rimasi in boxer. Ci avvicinammo ad una moderna dormeuse dove lei si distese e mi attrasse a sé per sussurrarmi: Tano è da tempo che non faccio vero sesso, ho bisogno di sentirmi viva, voglio gridare per il piacere, voglio rimanere sfinita, voglio dire basta perché ne sono piena. Mi sentii tremare le vene ed accartocciarsi l’uccello: sarei stato all’altezza? “Lui” avrebbe saputo rispondere colpo su colpo?. Guardai quel corpo disteso; dalle caviglie sottili partivano due gambe affusolate, le sue cosce asciutte e tornite si avvicinavano ma non si toccavano, e lo spazio in alto lasciava intravedere l’oasi del piacere: rimasi affascinato dal ventre piatto e dai seni ugualmente pieni sia sopra che sotto e ben divisi nel quale farci scivolare “lui” per una fantastica spagnola. Siiiiiii!!!! Rosy ti avrei dato quello che volevi e anche di più, mi hai chiesto quello che cerco anche io. Siiiiii!!!. Mi tirai via i boxer e restai nudo con il mio”lui” barzotto ma pronto. Mi inginocchiai per baciarla, lasciai che lei mi risucchiasse la lingua, arrivai ...
«1234...»