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L'antro
Data: 07/02/2020, Categorie: Etero Autore: Kooji
La stanza è immersa in una penombra oscura. Siamo soliti riposare dopo pranzo, per compensare del risveglio troppo mattutino e del lungo viaggio.Mi prelevi in stazione tutte le volte, sulla via dell'andata. E io sono giovane e i miei ormoni riscaldati dalla tua presenza autoritaria degli anni in più, dell'esperienza e dell'appetito che ti risveglio.Sai provocarmi, sai come eccitarmi. Ogni tanto allunghi la mano, lasci per fugaci momenti il cambio dell'auto e mi accarezzi la gamba. Non è una carezza affettuosa o innocente, ma una promessa carica di desiderio represso per giorni e settimane. Il mio corpo riconosce il senso del gesto, il mio membro si inturgidisce fino a dolermi, costretto dall'intimo.Il viaggio richiede due interminabili ore, ma tu non mi dai immediata soddisfazione. Se fossi più maturo e sicuro di me, ti prenderei nell'ingresso, appena chiuso l'uscio di casa e posati i bagagli.Ma sono giovane, appassionato ma insicuro e lascio che sia tu a condurre il gioco.Tu decidi che sei stanca e che vuoi riposare. Ti spogli di quegli abiti che mascherano il tuo corpo, abiti mascolini e informi, per nulla provocanti, e riveli l'intimo scelto per farmi impazzire, di pizzo nero. Con solo quei due pezzi di stoffa scura ti infili tra le lenzuola. Io mi accuccio accanto a te e presto il sonno prende entrambi, un sonno ristoratore ma tormentato da fitte dalle mie parti basse.Dopo un tempo indefinito ci destiamo. Io cerco di risvegliare anche la tua attenzione, sfregandomi ...
... sul tuo corpo. Sento il tuo respiro farsi pesante e carico di desiderio.Mi strappo di dosso l'intimo, scalcio le lenzuola e così nudo mi pongo a cavalcioni sul tuo stomaco. Ti porgo il mio membro già turgido e ti intimo "leccamelo". Tu ti rifiuti, come sempre avevi e avresti fatto. Ti sciolgo e levo il reggipetto e strofino la mia virilità nel solco tra i seni. Insisto "leccamelo". Tu scuoti la testa e mi dici chiaramente "non voglio... vuoi provare a mettermelo nel culo?"Ricordo la prima volta che me lo domandasti. Era una torrida notte di agosto e i nostri corpi sudati erano impegnati in un amplesso sfrenato. Io ti invitai a voltarti e darmi la schiena. Tu senza preamboli, senza aver mai accennato a quel desiderio, con un tono carico di aspettative ed eccitazione me lo chiedesti: "vuoi sodomizzarmi?". Io mi rifiutai, non avevo mai considerato di farlo a una donna, mi era sempre stato descritto con un amplesso doloroso e insoddisfacente."E' bello, ti convincerò, ti piacerà" mi promettesti. Ma non potevo pensare di farlo alla mia donna, al mio amore.Ma ora non sei già più il mio amore, mi hai messo a dura prova, hai distrutto ogni fibra del mio essere logorandomi con dubbi e certezze. Io sono ancora debole e forse non consapevole di quello che provo, ma già da mesi mi è balenato in mente l'attimo di quella richiesta dell'anno prima e ho sviluppato il desiderio di abbandonarmi a quella perversione: voglio sodomizzarti. Tu me l'hai ancora accennato altre volte, ma poi ti sei ...